E’ ora di svegliarsi

E’ ora di andare a lavoro o a scuola ma nemmeno le cannonate bastano a tirarvi giù dal letto?
Avete la brutta abitudine di far suonare la sveglia mezzo minuto per poi premere il pulsante di spegnimento e rigirarvi dall’altro lato?

Nessun problema: una serie di sveglie altamente tecnologiche è pronta a non lasciarvi nemmeno un minuto di sonno in più.

1) La sveglia volante
All’ora scelta l’elicottero viene sparato in giro per la stanza e, finché non lo riporterete alla base, la sveglia non smetterà di suonare.

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Una variante di questa sveglia è la sveglia missile:

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2) Sveglia fitness

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Questa sveglia ha a cuore la vostra forma fisica:  l’allarme non cesserà di suonare finché non avrete fatto 30 sollevamenti.

3) Cloky corre via 
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Una volta arrivata l’ora Cloky inizierà a suonare, e finché non lo avrete catturato, non starà zitto.

4) Giochiamo?

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All’ora X le tre formine verranno sparate in aria, e sarà necessario rimetterle a posto per far smettere la sveglia di suonare.

5) 2x + 3 = ?

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Cosa c’è di meglio che svegliarsi e dover risolvere un’equazione diversa ogni mattina per avere, in cambio, un po’ di silenzio?

6) Non far esplodere la bomba

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Avete mai provato l’ebbrezza di disinnescare una bomba, ripercorrendo il famoso momento in cui bisogna scegliere il filo giusto da tagliare? Nessun problema, ci pensa questa sveglia: appena l’allarme terminerà partirà al suo posto una serie di suoni di esplosioni che non terminerà finché non scollegherete il cavo giusto.
Altra variante:

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7) Risparmiare è importante

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Svegliarsi in tempo e risparmiare soldi: ci pensa BanClock, che non smetterà di suonare finché non le darete una moneta.

8) Nella vecchia fattoria

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La sveglia KUKU inizia a fare “chicchirichì” per poi sparare 5 uova. Per farla smettere bisognerà riportarle tutte alla base.

9) Tiro a segno

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Quando l’allarme di questa sveglia parte, per farlo cessare è necessario impugnare la pistola e puntare il laser dritto nel centro del bersaglio.

10) Sveglia!!!

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Quando le classiche sveglie non bastano è necessario l’intervento della Sonic Bomb: ha un allarme di 113 decibel, forte quasi quanto il rumore di un martello pneumatico.
Se il rumore ancora non fosse sufficiente, la potente vibrazione che la sveglia rilascia dovrebbe completare il quadro.

11) Granata sonora

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Volete svegliare i vostri figli? Tirate la linguetta, lanciate la bomba nel loro letto e uscite dalla stanza per evitare di sentire il suo suono perfora-timpani.

12) Dito-dance

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Per il ballerini più accaniti la sveglia ideale: finché la musica non smette dovretecontinuare a seguire il ritmo premendo a tempo le dita sui pulsanti blu e rosa.

13) Non mi fermerai

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Quando è arrivata l’ora di svegliarvi potete toccare la sfera per farla smettere di suonare. Se tornerete a dormire la sveglia inizierà a salire in alto. Rimettetevi a dormire altri 5 o 10 minuti e dovrete prendere una scala per raggiungere il soffitto, perché è lì che la sveglia sarà finita! Tiratela giù verso il letto per disattivarla.

14) Sveglia per il Q.I.

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Per far smettere questa sveglia dovrete rispondere ad un test d’intelligenza.

15) Sveglia al bacon

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Se il suono della sveglia non riesce a svegliarvi, probabilmente l’odore di bacon lo farà…

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Lettera di Natale

Caro Buddha, ti scrive un tuo fedele seguace.
Dopo numerose ricerche ho beccato il tuo account Twitter; ora sto vedendo se mandarti questa lettera di Natale lì o cercarti su Facebook.
Ti scrivo perché a dicembre dell’anno scorso ho mandato la letterina a Gesù e Babbo Natale, con in copia la mia capa (per essere sicuro di avere risposta), ma non è servito a niente. Pare che Babbo Natale porti i regali a chiunque, che Gesù sia buono e misericordioso, ma di me non se ne sbatte il cazzo nessuno.
Per caso sei contro le parolacce? Non sono molto informato riguardo al buddhismo MA TI SEGUO SEMPRE.  In ogni caso, dicevo: siccome mi ignorano tutti quest’anno ho deciso di rivolgermi a te, che non so se hai tanti agganci in giro ma sicuramente ne avrai più di me.

Partiamo con tutto ciò che desidero (ovvero, che ESIGO AVERE IMPROROGABILMENTE ENTRO IL 26 DICEMBRE 2013, ORE 6,00):

1) Più pazienza.
Se a lavoro stampo tre fogli contenenti numeri di telefono utili e i miei colleghi me li chiedono in prestito li passo volentieri a chiunque ne abbia bisogno. Se poi i fogli fanno il giro dei tavoli e la gente inizia a scriverci sopra un po’ mi secca.
E se poi uno dei fogli viene strappato a metà, forse perché serviva un pezzo di carta su cui scrivere, mi incazzo.
Ora ho stampato i fogli dei turni, e mi hanno chiesto in prestito anche quelli. Finiranno nel frullatore?

2) Voglio sparare raggi laser dagli occhi come Ciclope degli X-men. Sono certo tu abbia presente il film, però sottolineo che vorrei anche quegli occhiali che gli consentono di scegliere il punto in cui sparare (se hai visto solo “Le origini” avrai notato che senza quelli il raggio va ad minchiam). Nel caso tutto questo non fosse fattibile mi accontento di essere immortale come Wolverine o persino di passare attraverso i muri come Kitty Pryde. Insomma, fai tu, basta che non mi dai uno di quei poteri sfigatissimi che mi fanno uccidere chiunque io tocchi;

3) Voglio imparare a friggere i sofficini. Mi sai spiegare perché mi vengono o carbonizzati o fritti fuori e congelati dentro? Le volte in cui son riuscito a dar loro una parvenza di commestibilità si contano sulle dita di una mano (chiusa in un cancello), per cui o mi dici il segreto dei sofficini o fai sì che me li vendano già fritti. E non vale utilizzare il punto 2) regalandomi il potere della frittura, VA BENE?

4) Ho sete. Lo so, non ti interessa, ma ci stavo pensando ora e quindi l’ho detto. Passa pure al prossimo punto;

5) La bibita del mars. Questa: CLICCA.  La vedi? Ecco. E perché a Torino non esiste? Ti prego, commercializzala anche qui: da quando l’ho bevuta a Londra la sogno tutte le notti. Davvero, è il mio sogno ricorrente e proibito, e il fatto che cercandone l’immagine abbia notato che esiste anche quella del Bounty ti fa capire che non dormirò MAI PIU’;

6) Voglio fare un giro sulla slitta di Babbo Natale la notte del 25 dicembre. Un po’ perché dev’essere una gran figata – alla fine il lancio col paracadute o il giro in mongolfiera li fanno cani e porci, sai chemmenefotte di QUELLE ROBACCE LA’ – un po’ perché non me la bevo che in una notte sola quel vecchio di merda si giri tutto il mondo. Nel caso la cosa fosse vera ti prego di procurarmi anche qualche pastiglia per chi soffre il mal d’auto, ne prenderò un flacone intero;

Ho già finito con le richieste. Guarda, quest’anno ho chiesto solamente 6 regali, che tra l’altro sono davvero MICROSCOPICI. Non ti ho nemmeno chiesto una Lamborghini, ad esempio. E il punto 4 non è un desiderio, e tra l’altro come super potere puoi sceglierne uno che piaccia a te. Guarda, sto diventando davvero buono e permissivo, non c’è che dire.

Detto questo ti mando un caro saluto e resto in attesa dei regali.
A presto
Alessio

p.s.
Non regalarmi il giro in slitta quando mancheranno solo più due o tre case da visitare che altrimenti mi incazzo

Film demmerda 2: Cabin Fever

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AVVISO: il post seguente è uno spoiler unico. Nel caso voleste buttare due ore della vostra vita nel guardare questo film demmerda, non leggete qui. Ma poi non dite che non vi avevo avvisati.

Cabin Fever inizia con un uomo che accarezza un cane steso a terra. Il fatto che si veda lontano un miglio che il cane ha la pancia squarciata e sporca di sangue la dice lunga su come sarà il resto del film. Guardate voi stessi:

cabin fever 1

Oltre all’espressione assente, lo vedo solo io il buco insanguinato? No, perché l’uomo continua ad accarezzarlo e dirgli “ehi bello…ehi bello…ehi!”, per poi chiedergli “che c’è?”. Infine lo tocca, lo tira per una zampa e il cane si apre letteralmente in due.

La scena cambia e, guarda un po’, scopriamo i protagonisti del film. Chi saranno, una coppia di vecchietti? Una rockstar in carriera e il suo manager?
NO.
Ricordiamoci che questo è un film horror, ma di quelli beceri, e per i film che si sente lontano un miglio quanto facciano cagare c’è solo un tipo di protagonisti: un gruppo di amici.
La composizione del gruppo è altrettanto originale: ci sono le immancabili BiondaFiga e MoraFiga, che avvalorano la teoria per cui in America ogni gruppo che abbia al suo interno una coppia di veline prima o poi finirà sottoterra.
Oltre a MoraFiga c’è un ragazzo moro anonimo, e oltre a BiondaFiga c’è un biondo con gli occhiali che mi sta già sulle palle: speriamo muoia per primo.
Il quinto, che finito il gioco delle coppie mi aspettavo avere i capelli rossi, è invece moro e pare essere un cerebroleso.

I nostri, che OVVIAMENTE sono in macchina, diretti verso una destinazione qualsiasi – l’importante è che li porti a morire uno ad uno – arrivano davanti ad un negozio dove c’è un bambino orribile con dei capelli altrettanto orribili. Questo schifo di bambino fa una cosa sola: morde la mano a MoroAnonimo.
Parte una musica da film horror, inizio a pensare che il bamboccio sia cannibale, che divorerà tutti e da lì diffonderà un virus tremendo, invece scopro che era una finta: è un vizio del bambino mordere la gente, come fosse quotidianità. Il padre, dopo averlo ripreso, dice: “ragazzi dovete fare attenzione, lo dico sempre a tutti! Perché vi siete fatti mordere da mio figlio? Ci si può beccare il tetano!”.  IL TETANO? TUO FIGLIO E’ UN CAVALLO?

Comunque, una volta entrati nel negozio si scopre che è gestito da Babbo Natale, e se non mi credete vi metto la foto:

cabin fever 2
Babbo Noel scopre che il nostro gruppo preferito ha affittato uno chalet nel bosco per una settimana, così li avvisa di fare MOLTA attenzione, perché il bosco è pericoloso. La velina mora, che è il genio del gruppo, capta prontamente questa frase allarmante e si informa: “perché, cosa c’è nel bosco?”.
Babbo Natale cambia discorso e il gruppo se ne esce dal locale come niente fosse. In fondo il vecchio li stava SOLO avvisando della loro morte imminente. Chissenefotte.

Arrivati allo splendido chalet, nemmeno il tempo di entrare e moraFiga + biondoSperiamoMuoiaPerPrimo si chiudono in camera a fare sesso. Il più deficiente del gruppo è fuori dalla loro finestra che li spia con un binocolo e ride, per poi scappare via.
Seguono scene di sesso dei due in cui, ad un certo punto, lui tutto eccitato dice “VOGLIO CONTINUARE” (???????), e lei: “VEDIAMO CHI URLA”. Poi lo penetra da dietro, con cosa non ci è dato capirlo e ci va bene così.
La velina bionda, che è con MoroAnonimo, finalmente si dichiara a lui e lo bacia per la prima volta. Quest’ultimo appena finito il bacio dice “stiamo insieme?”, e lei: “non fare il gay”.
Davanti agli occhi mi passano scene dello sceneggiatore che pesca foglietti con frasi a caso da una busta, li incolla su un cartellone verde enorme e in alto col pennarello ci scrive “CABIN FEVER“.

Nel mentre il pervertito col binocolo va a caccia di scoiattoli, e casualmente trova un uomo malato che gli si vuole fiondare addosso, ma riesce ad allontanarlo e scappare. L’uomo malato altri non era che l’uomo furbo di inizio film che accarezzava il cane morto, che evidentemente è stato contagiato. E’ inutile che vi chiediate che malattia sia, come se la sia presa il cane e così via, perché non lo saprete nemmeno una volta terminato il film; la mia teoria è che nessuno abbia pensato nemmeno all’eventualità che qualche individuo sarebbe arrivato a vederlo tutto.

Cala la sera e i ragazzi si trovano fuori dallo chalet, davanti ad un falò, a raccontare storie del terrore. Arriva un tizio con un cane (ricordatevi di questo cane), che tira fuori un pacchettone di marijuana e dopo due frasi dice “torno alla tenda che ho lasciato tutte le provviste”. VelinaBionda dice “mi sta già simpatico”, ma abbiamo capito tutti a cosa voglia arrivare.

Una volta rientrati nello chalet cala la notte, e alla porta bussa il tizio malatissimo. Compiendo un grande atto umanitario, i ragazzi lo chiudono fuori casa e quello, disperato, sale in macchina per cercare di metterla in moto e andare a cercare aiuto in paese. Appena i boys si rendono conto di cosa stia cercando di fare, si armano di mazze e coltelli e corrono verso la macchina. Il poveraccio inizia a vomitare sangue sui sedili e sul vetro della macchina e i ragazzi – sempre più convinti di doverlo aiutare – decidono di ucciderlo. Gli danno fuoco.

Il giorno successivo, dopo tredici secondi virgola due di senso di colpa generale (ma nemmeno troppo generale), biondoMoriràPrestoSiSpera se la prende con gli altri due per aver preso a mazzate la sua macchina. Se la prenderebbe anche col morto che gli ha vomitato sangue sui sedili ma, indovinate un po’, è morto.
A proposito, il tizio è morto in acqua, inquinando il servizio idrico di tutta la zona. Ovviamente i ragazzi non lo sanno, e partono inquadrature tragiche sui bicchieri di casa. Caso vuole che da questo momento alla velina bionda venga una sete così grande che potesse berrebbe il mondo intero. E beve, beve e beve ancora, e non la finisce più. Sulla fronte ha scritto a caratteri cubitali VOGLIO MORIRE.

BiondoMuori e pervertitoConBinocolo vanno in cerca di un meccanico, intenti a riparare la macchina: finiscono così nel capanno più vicino, in cui c’è una donna. Iniziano a parlare, le dicono che la sera prima un pazzo li ha attaccati e che l’hanno menato con delle mazze. La donna dice: “Ma non era mica Henry!?! No, non era Henry, assolutamente, figuriamoci, non può essere lui 🙂 “.
Guardando una foto sul mobiletto nell’ingresso i due scoprono che, guarda un po’, il malcapitato era proprio Henry, ovvero il marito della donna. Mantenendo una compostezza invidiabile e mascherando la situazione in modo assolutamente impeccabile, iniziano a sudare freddo e urlare “NO NON ERA HENRY. OMMIODDIO! NO NO NON ERA HENRY NO NON ERA LUI GUARDI NON CHIAMI IL CARRO ATTREZZI NON CE N’E’ BISOGNO NON ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO ANDIAMO FINO IN CITTA’ A PIEDI ADDIO” per poi scappare a gambe levate. La donna non avrà capito N U L L A.

Nel mentre la velina mora, novella Pocahontas, arriva in canoa dal fiume. Vedendo a riva una radio mezza rotta inizia ad urlare “C’E’ NESSUNO?”,”C’E’ NESSUNO?”, “C’E’ NESSUNO?” senza intuire che se il tuo orizzonte visivo è di un km e non vedi un’anima viva probabilmente è perché non c’è nessuno.
Segue l’inquadratura di un minuto sul suo culo, mentre in lontananza si vede una casa. “C’E’ NESSUNO?”, continua. “C’E’ NESSUNO?”. Inizio a sperare che si palesi una persona qualsiasi che la faccia a pezzi con un’accetta, mentre lei prosegue il suo cammino, ma non stando zitta. “C’E’ NESSUNO?”. “C’E’ NESSUNO?”.
Finalmente al “QUALCUNO E’ IN CASA?” capiamo che di frasi al mondo ne conosce ben due, salvo poi ripetere “C’E’ NESSUNO?”.

Nel mentre allo chalet arriva un poliziotto che non sembra avere tutte le rotelle a posto, che oltre a fare continue allusioni a sfondo sessuale non si preoccupa minimamente dell’accaduto. Spiega che il telefono in quella zona non prende, per cui usano tutti solo ed esclusivamente la radio. Dopodiché si congeda dicendo a MoroAnonimo: “sai come chiamarmi, vero?”, e l’altro: “telefonando al 911?”. Lui: “esatto”.
Tutto torna.

Intanto sono passati 45 minuti e la noia regna sovrana.

Ma bastava dirlo: la velina bionda, fan dell’acqua BrioBlu, è da cinque giorni che beve come un cammello e fa tanta tlin tlin, ottenendo il gran risultato di iniziare a sanguinare e ammalarsi come il nostro Henry morto incendiato. Gli altri ragazzi, invece di lasciarla in casa e correre in cerca di aiuto, da buoni samaritani quali sono la chiudono in una sorta di rimessa in mezzo al bosco. Chi trova un amico trova un tesoro. O almeno, così dicevano.

Il mattino successivo lo spione riesce a mettere in moto la macchina. Com’è lecito aspettarsi i ragazzi, che avevano rinchiuso la bionda per non starle vicino nemmeno un secondo, pena la contaminazione, vanno a prenderla e la accompagnano alla macchina. Bravi.
Anche lo spione inizia a vomitare sangue, così come la velina bionda, che vomita sui finestrini della macchina appena pulita. Il tizio odioso si incazza nuovamente, perché quella è LA SUA MACCHINA, che la gente vada a morire da altre parti. Lo spione viene scoperto – nel senso, si scopre che è malato – e scappa con la macchina.
Gli altri decidono di ributtare la velina bionda nel loculo in cui era stata confinata la sera prima, sperando di farla morire sola come un cane, ma non prima di averle pulito la bocca. In fondo basta un po’ di gentilezza, no?

Mentre la bionda sta morendo biondoOdioso scappa via, mentre moraFiga e moroAnonimo iniziano a fare sesso. Non so se fare più caso all’amore spropositato di moroAnonimo, che alla bionda morente aveva detto “stiamo insieme?” tutto dolce, o a come stiano risolvendo la situazione in modo davvero intelligente.
Lo spione torna al negozio in cui c’è il bambino che morde la gente, che senza alcun motivo inizia ad urlargli contro “PANCAAAAAKES! PANCAAAAAAKES! PANCAAAAAKES!”. Inizia a fare delle mosse di kung-fu e correre a mordere lo spione infetto. Se non ho spento tutto a questa scena raggelante credo di poter chiedere la beatificazione.
Questa scena fa così cagare che vi meritate di vederla direttamente in video:

Il padre del bambino: “Perché hai infettato mio figlio, perché!?!”. Detto questo salta in macchina e insegue lo spione per ucciderlo. In questo film, che tu sia contagiato o meno, sei coglione uguale.

La velina mora dopo aver fatto sesso si accorge che dove moroAnonimo le ha passato le mani le sono rimasti dei segni che si stanno necrotizzando, così scoppia a piangere, già vedendosi sfumare il rinnovo del contratto a Striscia.

MoroAnonimo scopre il cadavere di Henry, l’uomo che accarezzava i cani morti. Come chiunque di noi farebbe una volta visto un cadavere del tutto sfigurato in ogni parte del corpo, si sporge su una scaletta per voltarlo con un legnetto e vederne la faccia che, guarda un po’, è completamente irriconoscibile.
La scaletta, che era fatta di carta velina, si rompe, facendolo piombare in acqua, sul cadavere.
Nel mentre la velina mora si fa la ceretta, non sia mai che muoia con dei peli sulle gambe, ommioddiono, per poi uscire di casa e venire sbranata da un cane (quello del tizio con la marijuana). Questo cane, avendo una gran fame, si sbrana anche la velina bionda ormai morta.

MoroAnonimo scopre il ragazzo della marjiuana morto in una grotta e, soprattutto, ha un lampo di genio: “JEFF, E’ L’ACQUA! E’ L’ACQUA!”, corre ad urlare nel bosco, non si sa a chi perché Jeff (biondoOdioso) se n’è andato da circa 15 ore.
I tizi che inseguivano lo spione, nel mentre, lo raggiungono e lo uccidono.

Dopo essere salito in macchina moroAnonimo investe un cerbiatto, che rimasto incastrato nel parabrezza inizia a scalciare come un pazzo, così gli spara una fucilata. Scena davvero utile.

Seguono varie peripezie e MoroAnonimo, ormai preda della malattia, finisce all’ospedale, dove i medici decidono di scaricarlo al poliziotto che non
capiva una fava.
Nel finale il biondo, che era l’unico che volevo morisse, torna nello chalet e vede tutti i suoi amici ridotti ormai a brandelli. Inizia a ridere e urlare, felice di essere sopravvissuto. Grida “CE L’HO FATTA, CE L’HO FATTA!”, ma proprio da piegarsi in due. Che cazzo ridi?
Per fortuna, una volta uscito fuori casa con aria trionfante si prende in pieno una raffica di proiettili dalla polizia, arrivata a bonificare la zona.

Segue la scena finale, in cui dei bambini vanno a prendere l’acqua al fiume (dove pochi metri più in là c’è il cadavere di moroAnonimo), per poi farci la limonata e venderla al negozio di bambinoNinja e Babbo Natale.
E morirono tutti felici e contenti.

Strani commentatori di Youtube

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ATTENZIONE: questo post contiene termini offensivi. Nel caso abbiate meno di 18 anni, siate moralmente integerrimi o non sapendo cosa voglia dire “integerrimi” abbiate l’impulso di chiudere del tutto il browser, la X è in alto a destra, bianca su sfondo rosso.
Nel caso invece decidiate di proseguire, minchia oh avete fatto una scelta fottutamente giusta, yeah.
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Girando per il web ci si imbatte nelle persone più disparate. Alcune sono pacate, esprimono il loro parere in tutta tranquillità e amano il dialogo. Altre no. Rispondono a caso, scorrono il loro vasto elenco di bestemmie enunciandole dalla prima all’ultima e concludono lanciandosi in discorsi del tutto deliranti.
Il bello del web è proprio questo: anche le scimmie, se dotate di un mouse e una tastiera, hanno il diritto di dire la propria.

Vediamo alcuni esempi di utenti che infestano il web.

1) Il commentatore tranquillo
Non perde occasione per inserirsi in discorsi interessanti e mostrare la sua raffinatezza, facendo largo uso di metafore e figure retoriche. Adora la perifrasi e non disdegna il dittongo, passando ovviamente per gli ossimori.
Eccone un esempio:
(cliccare sulla foto per ingrandirla)

gente educata 1

Quando più persone del tipo 1 si trovano a condividere lo stesso spazio vengono fuori discorsi che ci portano alla memoria figure importanti come i sofisti greci:
(cliccare sulla foto per ingrandirla)

gente educata 4

Traduzione (dei due commenti in inglese):
sergeant5027:
C H E C A Z Z O ??????????? CHE CAZZO HO VISTO? CHE CAZZO E’ QUEL FOTTUTO TRANSESSUALE? DIO…il mondo sta davvero andando a puttane

Roberta Foffo
Sei un fottuto bastardo, non provare mai più a dire una cosa del genere. Testa di cazzo, figlio di puttana.

2) Il profeta
La figura del profeta ha origini antichissime, le sue radici affondano nella storia antica.
La nascita di internet e, nel caso specifico, di youtube, ha reso possibile per la parola di Dio raggiungere ogni abitante del web. Al profeta non interessa quale sia il video in questione, nemmeno lo guarda. Anzi, lo mette subito in pausa. E poi corre, corre a diffondere IL VERBO.

(cliccare sulla foto per ingrandirla)
gente strana 2

Traduzione:
GESU’ CRISTO E’ IL SIGNORE –
Non mi vergogno del Vangelo di Gesù, per esso è il potere di Dio la salvezza per chiunque creda! GESU’ CRISTO E’ DIO!  Pentitevi e voltatevi verso di lui!

3) L’utente dai commenti appropriati

Un utente speciale. Osserva con cura il video in questione, appuntandosi mentalmente ogni singolo aspetto che andrà a commentare. E’ dotato della massima obiettività, e ciò che scrive non è altro che frutto della sua profonda conoscenza in merito.

(cliccare sulla foto per ingrandirla)

gente strana jt

Traduzione:
BatotoySwag
So che qualcuno probabilmente non leggerà ciò, ma spero leggerete perché l’ho scritto…sono una mucca con un sogno, e prima che ve ne andiate, datemi solo una possibilità. Spero un giorno di produrre il miglior latte di tutto il mondo. So che ci sono un sacco di mucche come me, ma credetemi, sono differente. Per cui, se anche solo una persona potrà darmi questa opportunità, farete sì che il mio sogno diventi realtà.

30.000

Non è il seguito di 300, bensì una data da ricordare e un numero da festeggiare (wohooo!).

 

 

Il blog è arrivato a 30.000 visite!

 

(e le ha anche superate, data la mia lentezza nell’accorgermene)

 

Ci risentiamo presto per il prossimo aggiornamento

Film demmerda 1: Il grande e fo**uto OZ

Questa non sarà una recensione del film, quanto uno sfogo. Contiene SPOILER, che invito tutti a leggere in modo da non andarlo a vedere. LEGGETE GLI SPOILER o non lamentatevi di aver buttato 7 € del biglietto per questa CAGATA COLOSSALE.

Tutto inizia il giorno in cui ne vedo il trailer al cinema e penso: “Woow che figata! Che effetti speciali, quanti elementi fantastici!!! DEVO ANDARLO A VEDERE APPENA ESCE”. Già solo l’idea della bambina di porcellana e il fatto che sia una rivisitazione di quel bellissimo film che è “Il mago di Oz” bastano per convincermi, così vado.

Il film inizia con una parte in bianco e nero che racconta del mago che lavora in un circo e – ovviamente – utilizza dei trucchi per impressionare gli spettatori. Il fatto che ci sia una parte in bianco e nero è il primo inganno, in quanto ci fa pensare che il film abbia davvero stile. Ed è così almeno per i primi cinque minuti.
Un giorno, senza apparente motivo (o almeno, devo essermelo perso), un omaccione forzuto che lavora nel circo si incazza col mago che, per scappare, sale su una mongolfiera; un tornado la centra in pieno e lo trasporta in quella merdosa landa di Oz.

Qui viene accolto da una strega gnocca e psicopatica, vestita stile Queen Elizabeth, che gli dice “SEI IL MAGO DELLA PROFEZIA!!! SEI TU!!! CI SALVERAI TUTTI” e lui, cosciente di essere al massimo capace di pelare le patate senza tagliarsi, finge e dice: “sì, sono proprio io”.
Nella scena successiva, dopo essere scampati ad un breve inseguimento da parte di un gargoyle  parte una musichetta romantica, i due si baciano in modo appassionato, lei gli dice che lo ama e lui se ne esce con una frase del tipo “prima ho avuto solo una gran paura che ti potesse accadere qualcosa”, detto come solo quelli di SENTIERI sanno fare, tempi verbali compresi. Notare che conosce la tizia da quattro minuti.

La parte successiva è scorrevole: i due incontrano una scimmia orribile con le ali che tenta di emulare gli occhioni dolci del gatto con gli stivali di Shrek ma senza riuscirci (ve l’ho detto, è orribile), il mago la salva da una tigre che se la vuole mangiare e arrivano alla città di Smeraldo, in cui fanno conoscenza della seconda sorella gnocca, questa anche in possesso di un principio di buongusto nel vestirsi.

Il mago viene esortato ad uccidere la strega cattiva, che si trova oltre la foresta oscura, ma prima di arrivarci il nostro gruppetto preferito attraversa una città di porcellana in cui salva una bambina altrettanto di porcellana (unico pezzo che mi sia davvero piaciuto del film). La scimmia, che viene incaricata di portare la pesantissima borsa del mago, passa dal trascinarla a forza, al tirarla su abbracciandola per poi cadere a terra esausto, al portarla volando. Che ne abbia lanciato in giro il contenuto senza farsi notare?

Insomma, i tre arrivano alla FORESTA OSCURA. Ora, se fai una sezione in cui c’è una foresta del genere,  che già è originale quanto i vestiti Dolce & Gabbana made in China, dovrai darle un MINIMO di spessore, suppongo. E invece no.

I nostri amici (anzi, VOSTRI, miei di certo no – tolta la bimba di porcellana) entrano nella foresta e dietro di loro agli alberi spuntano gli occhi. Loro si girano e gli occhi scompaiono. Si rigirano, gli occhi rispuntano, si girano ancora e scompaiono. Classica scena comica già vista altre volte. Dopo essersi accorti degli alberi occhiuti, e aver quindi capito che il bosco è maledetto, si mettono a correre. Fine del bosco, due minuti esatti di film. Strada percorsa: tre metri totali.

Al limitare della foresta c’è la strega cattiva, che a sorpresa si scopre essere buona (è la terza sorella, esiliata dalla seconda – che è realmente quella cattiva). Arrivano i gargoyle e la strega buona fa alzare la nebbia, si mettono tutti a correre come dei pazzi (roba che i gargoyle per non riuscire a prenderli si son dovuti prendere un caffè nel mentre) e i ricordi dei b-movie tornano freschi alla mente.

Tagliando corto, i Vostri tornano alla città di Smerdaldo, dove al mago ne vengono presentati gli abitanti. Qui vorrei sottolineare che, in modo molto originale, tra gli abitanti ci sono dei tizi alti alti, che aprendo l’impermeabile si scopre essere 3-4 nani messi in fila uno sopra l’altro. Inutile dire che, se avete visto “Biancaneve e il cacciatore” (con la scema di Twilight) o “Biancaneve” (quello con la Roberts), avrete già visto la stessa cosa e soprattutto NE AVRETE ABBASTANZA DI NANI. Inoltre, il fatto che si mettano a ballare e cantare non depone di certo a loro favore.

Nel mentre la prima sorella, quella che si veste da non vedente, viene trasformata dalla sorella cattiva in un mostro verde. Diventa la strega di Oz del film originale, insomma, e la trovata sarebbe anche carina se non fosse che il trucco sia fatto col pongo: quella pelle verde liscissima e luccicante è un qualcosa di imbarazzante per quanto sia fatta male.

Detto questo, e tagliando parti inutili, nel finale il mago di Oz riesce tramite dei macchinari a lanciare dei fuochi d’artificio sulle due sorelle cattive, terrorizzandole.
Mentre la donna pongo scappa in preda al panico, l’altra si scontra con la strega buona, che riesce a strapparle di dosso il medaglione di Smeraldo, senza il quale diventa una vecchia orribile.

Immancabile la scena da film GIRATO IN CASA della vecchia bruttissima che salta giù dal balcone e muore, con delle riprese che rendono il tutto assurdamente ridicolo.

Dopo tutto questo insieme di pacchianate senza senso IL FILM FINISCE, ovviamente col lieto fine, che più lieto di così non potrebbe essere già solo per il semplice fatto che SEGNA LA FINE DI ‘STA GRANDISSIMA MERDA.

I documerdari

Le Foche sono una famiglia di mammiferi carnivori marini appartenenti alla superfamiglia dei Pinnipedi.

*inquadratura su di un gruppo di bellissime foche tra i ghiacci del Polo Nord*

Vivono principalmente lungo le coste dei mari ghiacciati, freddi e temperati.

Marina, una bambina di 2 anni e mezzo, sta guardando il documentario, e urla: “MAMMAAA! FOCHE!!!!” e la mamma: “Visto che belle?”

La Foca Fasciata abita le coste del Polo Nord. È una specie in via di estizione, che conta ormai pochissimi individui. Il gruppo che stiamo vedendo è pronto per immergersi nelle acque del Mar Glaciale Artico.

Mamma di Marina: “Vedi, stanno nuotando. Fa freddo ma loro hanno la pelliccia!”.  La bambina sorride entusiasta.

Molly, una delle foche del gruppo, è incinta. Dopo circa undici mesi di gravidanza è pronta a partorire.

*La ripresa si sposta sulla foca che sta partorendo. Marina si copre le mani, un po’ schifata*

Il piccolo è nato e la mamma inizia ad accudirlo, amorevolmente.

Marina sbatte le mani sul divano e ride, entusiasta. “BELLOOOOOOOOOOOOOOO!!! MAMMA, BELLOOOOOO!!!”

*Seguono cinque minuti di riprese del piccolo che si muove a stento, in modo goffo. Inquadrature ravvicinatissime fanno vedere quanto sia dannatamente carino, sembra quasi un peluche*

*Inquadratura sul piccolo che beve il latte da mamma foca*

Il latte di mamma foca è formato per il 48% da grasso e permette al piccolo, che alla nascita pesa circa 10 kg, di aumentare fino a 2,5 kg al giorno.

*Marina si mette a terra e inizia a muoversi stile foca*

*La musica cambia di colpo*

Nonostante le apparenze, la vita del piccolo sarà tutt’altro che facile: sono passati 30 giorni, per cui mamma foca lo considera abbastanza adulto da poter badare a se stesso, abbandonandolo tra i ghiacci artici.

*Inquadratura di una tormenta di neve col piccolo (ormai non più tanto piccolo) inerme, in mezzo alla furia del ghiaccio*

Per proteggersi dal freddo il piccolo deve fare affidamento sullo spesso strato di tessuto adiposo vascolarizzato che riscalda il sangue.

*Seguono dieci minuti del piccolo nella tormenta di neve.  Marina è preoccupatissima.*

Grazie alla pelliccia resistente, il piccolo di foca è riuscito a sopravvivere alla tormenta.

*Marina vede l’animale che si muove e gioisce, entusiasta*

È passato un anno, ormai il piccolo è cresciuto.

*Ripresa della foca, più grande ma sempre bellissima.*

La foca si appresta ad immergersi nelle acque del Polo Nord, per andare a caccia di pesci.

*Marina sorride, tutta felice. Vedere la foca che si muove veloce in acqua le piace da morire*

*riprese della foca che volteggia*

La foca non è sola nel mare: deve far fronte ad uno dei suoi principali nemici naturali, lo squalo della Groenlandia.

*Uno squalo enorme si avvicina e attacca la foca*

*riprese della foca che si dimena e dell’acqua che diventa rossa*

Lo squalo attacca violentemente la foca e ne dilania la carne con le sue numerose file di denti. La foca non può far nulla contro l’enorme predatore, che ne squarta il corpo in modo brutale, uccidendola quasi all’istante.

Marina non guarderà mai più un documentario in tutta la sua vita.