Lo sciacquone dei giapponesi

Ebbene sì: per l’ennesima volta i giapu dimostrano di essere un passo avanti a noi, civiltà primitiva.
Come avrete ben capito dal titolo il fenomeno, di cui fino ad oggi ignoravo l’esistenza (e stavo comunque benissimo, su questo non c’è dubbio) riguarda gli sciacquoni e il loro uso improprio.
A chi non è capitato di andare in un bagno pubblico e pensare ai più disparati modi per coprire i propri “rumori”?
Attenzione: per rumori intendo tutti quelli possibili, autoprodotti con o senza l’ausilio delle leggi della fisica. Non fatemi essere più esplicito che non è il caso.

Insomma, a chi non è capitato? Pur essendo una cosa naturale, di per sé non vi è dubbio che sia imbarazzante. E come ovviare al problema? Ma OVVIAMENTE affidandoci ai nostri esperti di fiducia: i Cin Ciao Lin, appunto.

Pare che in Giappone, anni fa, per coprire i rumori nel momento del bisogno – mai termine fu più appropriato – la gente avesse l’abitudine di tirare a ripetizione l’acqua. Di azionare lo sciacquone, insomma. Il che, come si può ben immaginare, comportava un notevole spreco di acqua. Poi se la si tirava a manetta ogni volta che bisognava anche solo fare pipì c’è da crederci.

Per rimediare a questo ASSURDO consumo di acqua sono stati effettuati degli studi, che hanno dato dei grandi frutti.
Grazie all’analisi dello scarico acqua del cesso sono stati inventati dei sovrannaturali gabinetti con incorporato un bel pulsantone che consente in tutta tranquillità di riprodurre il suono di uno sciacquone, secondo necessità.
Qui potete ammirarne un esemplare:

Farei notare che il volume è regolabile (e sono presenti altre magiche funzioni su cui, per oggi, sorvolerei).
Avete visto e ascoltato il video?
Nel caso l’abbiate fatto andate avanti a leggere, altrimenti ascoltatelo e poi continuate.

Ho detto di ascoltarlo prima di continuare a leggere, CHE LINGUA PARLO?

Insomma, la musica dello sciacquone parte a 0:26 e, quando finisce il video (0:47), ancora sta continuando. VENTUNO secondi.

Due scene mi si son parate davanti agli occhi:
1) Periodo pre-sciacquone audio. Entri nei bagni pubblici e senti ogni 10 secondi 6/8 sciacquoni del water a momenti alternati che partono, a ripetizione.
Capitassi lì in mezzo io, turista, rimarrei con gli occhi sgranati a pensare che o in giappone sono nate le olimpiadi del tiro catenella o la gente ha problemi mentali seri;

2) Periodo post-sciacquone audio. 6/8 cessi che, col volume SICURAMENTE al massimo, fan partire le cascate del Niagara. Che durano circa un minuto a testa.
Entrando nei bagni pubblici, e beccando questi rumori tutti in contemporanea, suppongo si provi più o meno la sensazione di essersi fiondati nel mezzo di uno Tsunami.

E voi direte: e se entro in un bagno che non ha lo sciacquone finto?

NIENTE PAURA.

A venire in vostro soccorso c’è lo sciacquone mp3, pronto all’uso. Basta un semplice click ed è fatta:
https://i0.wp.com/2.bp.blogspot.com/__-67xUAYMmA/S1hcjFBHmsI/AAAAAAAAAF0/mdOHpsYHTeg/s400/1.jpg

Non è geniale? Finalmente qualcosa di utile.

Che poi, voglio dire. Così per comunicare a qualcuno che è un cesso basterà premere il pulsante dell’mp3.

p.s.
Si ringrazia Franciola per avermi aperto gli occhi sullo sciacquone dei mandorlati. Mi si è aperto un mondo (ed è nato questo post, mica ca……..)

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7 pensieri su “Lo sciacquone dei giapponesi

  1. hehe saevo della “creatività” dei giapponesi, ma non pensavo si inventassero anche una cosa del genere 😄 per non parlare dell’mp3 player con sciacquone incorporato… hehe..della serie: una ne pensano e cento ne fanno ^^
    la cosa dello sciacquone che si attiva “nel momento del bisogno” mi ricorda la serie di Ellie Mc Bill, infatti quando lei va in bagno apre sempre prima il rubinetto :O

  2. una volta a radiodeejay, la mattina Gerry Scotti aveva una rubrica che si chiamava “scudo sonoro”…..era da mettere il volume al massimo per coprire altri rumori….certo bisognava essere un po’ metodici e farla sempre alla stessa ora, però in effetti erano avanti 😉

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