Le fiabe del cu…ore – parte 2

Ci eravamo lasciati con le versioni originali di “La bella addormentata nel bosco”. “I tre orsi” e Cenerentola” ( QUI )…ma le fiabe interessanti non sono finite qui, oh no.
La Sirenetta

Come ben sappiamo (o almeno, come ben SO, visto che l’avrò visto 850 volte) la Sirenetta è una sirena che vive nel mare. E fin qui.
Un giorno la giovincella sale in superficie e si avvicina ad una nave sulla quale c’è un principe superfigo (tale Eric). La nave sta per affondare, così lo salva.

Siccome lo vuole rivedere, pensa sempre a lui nient’altro che a lui e passa le giornate riempiendo gli scogli di frasi del tipo “IO E TE 3MSC”, Ariel fa un patto con Ursula, la strega del mare: diventerà un’umana per tre giorni, ma il cambio dovra donarle la sua splendida voce.  Se Eric la bacerà prima che passino tre giorni rimarrà umana per sempre. Ariel così sale sulla terraferma e ci prova spudoratamente con Eric, che evidentemente non è un principe dei giorni nostri perché non la bacia nemmeno sotto tortura.
Nel mentre Ursula  si trasforma in umana, frega Ariel cantando con la voce che ha ricevuto in cambio ed Eric pensa: “Oddio, ma questa strafiga che ho a fianco non è quella che mi ha salvato!!! Checazzo vuoi, stronza”. Le dà uno spintone, corre da Ursula e si innamora perdutamente, arrivando a chiederle di sposarlo.
Arriva il giorno del matrimonio, che vede presente tutto il paese. Ariel, aiutata da 200 animali (marini e non) riesce a rompere la conchiglia in cui Ursula aveva intrappolato la sua voce, così se la riprende ed Eric pensa  “Oddio, ma questa strafiga che ho a fianco non è quella che mi ha salvato!!! Checazzo vuoi, stronza”. Sta per correre da Ariel quando Ursula torna la cessa orrenda di sempre, diventa grossa come Platinette e fa un casino micidiale.
Eric sale su di una nave, riesce ad arpionarla con lo sperone e la uccide. Infine si sposa con Ariel e vivono tutti felici e contenti.

Nella storia originale, dopo il primo incontro con Eric Ariel va da Ursula, che in cambio della voce la farà diventare umana. Stretto l’accordo, Ursula le taglia la lingua e le fa l’incantesimo, specificando che camminare sarà come essere trapassata da coltelli (non oso immaginare le scene di lei che cammina e urla per tutta la storia).
Se il principe la sposerà, però, Ariel riuscirà ad avere un’anima, altrimenti morirà trasformandosi in schiuma di mare.
La sirenetta incontra così il principe, ci prova come un’assatanata come nella versione precedente ma qui il principe non si innamora; quest’ultimo va in un paese vicino in cui incontra una ragazza, pensando sia quella che lo ha salvato. Se ne innamora, annuncia le nozze e la sirenetta cade nella disperazione più totale. Le sue sorelle però la aiutano, dandole un pugnale magico comprato dalla strega del mare, che ha un potere: uccidendo il principe e bagnandosi i piedi col suo sangue, potrà tornare ad essere sirena senza nessuna conseguenza.
Nel finale, la Sirenetta non trova la forza di ucciderlo, così si trasforma in schiuma di mare.
La sua bontà viene premiata, però: invece di morire diventa un essere etereo, una figlia dell’aria. Passati 300 anni di buone azioni potrà ottenere un’anima e volare in Paradiso. Per ogni bambino buono che riuscirà a trovare le verrà risparmiato un anno di attesa, mentre per ogni bambino cattivo piangerà e aggiungerà alla sua attesa un giorno per ogni lacrima.

Biancaneve

Biancaneve è quella che va in giro vestita in modo improponibile. A parte questo, sappiamo che la strega cattiva chiede
allo specchio chi è la più bella del reame, e lui risponde “Biancaneve”. Incazzata come una bestia, la strega si trasforma in una vecchia orripilante e inquietante da morire e va a suonare alla porta di Biancaneve, offrendole una mela. Biancaneve, che forse non è abbastanza intelligente da rifiutare in qualche modo (“no guardi, mangio tra cinque minuti, magari la tengo per dopo 🙂 “) dà un morso alla mela e cade in uno stato di morte apparente. I nani la mettono in una bara di cristallo, viene da chiedersi come non muoia soffocata, e mentre ce lo chiediamo un principe PER CASO passa  di lì, la vede, la bacia e Biancaneve si sveglia. La strega muore cadendo da una rupe mentre è inseguita dai nani, e a parte lei vissero tutti felici e contenti.

Nella versione dei fratelli Grimm ci sono dei dettagli più inquietanti: Biancaneve è la figliastra della strega che, gelosa della sua bellezza, incarica un cacciatore di portarla nel bosco per ucciderla e riportare polmoni e fegato (e il cuore, in alcune versioni) per dimostrare di aver portato a termine il compito.
Il cacciatore la porta nel bosco ma, mosso da pietà verso la povera fanciulla, decide di uccidere al suo posto un cinghiale, portando alla regina gli organi dell’animale, sicuro che tanto Biancaneve verrà uccisa da qualche animale feroce nella foresta (quindi non è che fosse così gentile ‘sto cacciatore, alla fine, posso dirlo?).

La regina, ricevuti gli organi che pensa siano della figlia, cosa fa? Li mangia.
Nel mentre, la figlia della sanguinaria vaga per il bosco, si imbatte nella casa dei nani e viene accolta festosamente (e ci credo. Non fatemi commentare, che la pensiamo tutti allo stesso modo).
La regina però, si accorge tramite lo specchio magico che Biancaneve è viva, così si traveste da vecchia venditrice e cerca di ucciderla due volte, prima stringendole una cintura in vita fino a toglierle il respiro, poi con un pettine avvelenato. I Nani la salvano entrambe le volte, ma ‘sta povera deficiente ancora non capisce di non dover aprire la porta alle vecchie.
La regina si traveste…da cosa?

Bravi, da vecchia contadina.
Le porta una mela, capendo che probabilmente sarebbe riuscita a rifilarle anche una materasso, un set di pentole e una scatola da 50 di Vagisil crema (“sa, con tutti i nani con cui vive…potrebbero averne bisogno, loro” – “ma certo, come ho fatto a non pensarci prima!?! Ha proprio ragione, regalerò loro Vagisil! Lei è una donna splendida, la ringrazio tanto :)”. Ma sto divagando).
Per convincere Biancaneve a mangiare la mela, la strega taglia in due il frutto e assaggia la parte non avvelenata, così l’altra rimane fregata e cade in stato di morte apparente, come già visto.
Arriva il solito principe, che vede la cretina nella bara di cristallo e chiede ai nani di portarsela al castello, per poterla ammirare tutti i giorni. Se poi l’intento fosse quello del principe della bella addormentata, questo non lo sappiamo. A forza di insistere i nani accettano, ma durante il trasporto la bara cade per la collina. L’urto fa uscire di bocca il boccone di mela avvelenato  a Biancaneve (minchia che digestione lenta, la ragazza), che si sveglia.

Il principe e Biancaneve  decidono di sposarsi e viene invitata alla cerimonia anche la matrigna, che viene costretta ad indossare delle scarpe di ferro che erano state fatte arroventare sulla brace ardente. La strega le indossa e viene costretta a ballare, finché non cade a terra morta.

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5 pensieri su “Le fiabe del cu…ore – parte 2

  1. D: praticamente la sirenetta è un horror…!!! D: come cazzo è che in danimarca c’han fatto pure una statua?…beh mi rispondo da sola: siamo un paese sfigato e uno sfigato dei nostri è diventato famoso, ergo è un “grande/troppo serio/minchia oh” facciamogli una statua.

    biancaneve è proprio una cazzona.
    see, see, rimirarla nella bara di cristallo…. necrofilo!!!!

  2. avevo già lettto le prime tre e devo dire che ho trovato il post interessante ^^ poi ho letto anche questo e ne ho avuto la conferma: hai uno spiccato senso ironico nella scrittura, che attira molto 🙂
    la storia della sirenetta la conoscevo e purtroppo l’ho letta prima di vedere il film disney..questo mi ha spinto ad odiare un po’ le storie disney perchè diverse dalle originali..anche se, pensandoci bene, in fondo mica potevano far vedere a dei bambini delle storie simili?? se cerchi la trama originale del gobbo di Notre-Dame mi sa che pure rimani sorpreso :/
    complimenti ancora per il tuo modo di raccontare ^^ tornerò a trovarti ^^

    • Ti ringrazio tantissimo per il commento, mi fa piacere ciò che hai scritto 🙂 Hai fatto bene a dirmi del Gobbo, magari la prossima volta parlo anche di quello! Grazie mille 😀

  3. Pingback: Le fiabe del cu…ore – parte 3 « A qualcuno è morto il gatto…

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