Le fiabe del cu…ore

Come ben sappiamo, le fiabe che si raccontano ai bambini sono divertenti, curiose e a volte hanno anche una morale di fondo.
Così Cappuccetto Rosso saltella per il bosco incontrando il lupo, Hänsel e Gretel si imbattono in una casa fatta di dolci e Cenerentola sale su una carrozza pronta per andare al ballo.

Quello che non avevo presente, fino a qualche tempo fa, è che molte delle storie che conosciamo per merito della Disney o dei fratelli Grimm non sono che le versioni rivedute e corrette di fiabe originariamente molto meno idilliache.
Eccone alcuni esempi, se vi piacciono ve ne metterò degli altri:

Cenerentola
La Cenerentola che conosciamo è una sguattera che viene trattata malissimo dalla madre e dalle due sorelle cesse, che sono gelose di lei. Vittima costante di episodi di bullismo e stalking da parte di chiunque si trovasse in casa sua (compresi i gatti) incontra la fata turchina che, provando una pena immensa per ‘sta sfigata, la trasforma in una topa stellare con le scarpette di cristallo. Tutta in tiro Cenerentola va al ballo, pensando che quella vacca di una fata poteva almeno darle delle Geox, o delle Valleverde. Chissenefotte delle scarpe di cristallo? Vabbè. A mezzanotte si trova costretta a scappare a casa, ma nel mentre perde una delle scarpe. Il principe la trova, capisce che è della superfiga che aveva conosciuto al ballo e inizia a cercare dappertutto l’unica ragazza con un 12 di piede. Tutte le schifose donnacce del paese provano a calzarla ma solo Cenerozza ci riesce, e se lo sposa.

Nella versione originale, però, la cicciona fata turchina non esiste; al suo posto c’è un alberello piantato da Cenerentola che, in seguito ad una sua preghiera, fa comparire un uccello che le dà l’abito per andare al ballo.
Quando, a fine serata, il principe trova la scarpetta che disgraziatamente è scappata all’anoressica, la fa provare a tutte le donne del regno. Ecco che entrano in scena le due sorellastre:
una delle due, per farci entrare il piede, si taglia l’alluce; il principe, convinto di aver trovato la ragazza che tanto cercava, la porta al castello per sposarla.
Lungo la strada verso il castello, però, gli uccelli amici di Cenerentola fanno notare al principe che dalla scarpa della cessa sta uscendo del sangue (e probabilmente, aggiungerei, a guardarla in faccia sarà sembrata un fantasma in quanto a pallore). Così il principe si accorge del trucco, e riprende la ricerca.
Viene fatta provare la scarpa alla seconda sorella, che per far entrare la scarpa si taglia il tallone (bello come tutte queste cose vengano eseguite con assoluta nonchalance).
Anche qui viene fatto notare al principe che la tizia sta morendo ed è una farabutta, così vengono smascherate entrambe le sorelle.
Finalmente Cenerentola viene riconosciuta come unica donna con il piede realmente scheletrico e si dà il via al matrimonio.
E qui tornano imperterrite le due sorelle che, dopo la figuraccia e dopo aver perso un pezzo di piede ciascuna, cercano almeno di farsi belle davanti al principe; gli uccelli amici di Cenerentola, per punizione, cavano un occhio ad ognuna delle due. All’uscita dalla chiesa le sorelle si scambiano di lato, e gli uccelli cavano anche l’altro occhio ad entrambe.
(Non chiedetemi per quale motivo due ragazze senza un occhio avrebbero dovuto partecipare alla cerimonia come se non NULLA fosse accaduto).

La bella addormentata
Non riassumo tutto: basta ricordare che la bella fanciulla si addormenta, e l’unica cosa che riesce a svegliarla è il bacio del principe.

Nelle versioni originali, però, la principessa cade in un sonno eterno…e  cosa fa il “principe”? La mette incinta nel sonno. Nove mesi dopo il bambino nasce e sveglia la madre, che si sposa lo stupratore.

Riccioli d’oro/I tre orsi
Riccioli d’oro è una bambina stronza che un giorno, non sapendo che fare, si infila nella casa di tre orsi, mentre questi sono in giro per i boschi. I tre orsi sono uno grandissimo, uno di taglia media e uno piccolo. Mentre fanno la scampagnata, la bamboccia prova tutto ciò che è possibile provare:
– il latte in cucina; troppo caldo uno, troppo caldo l’altro, alla temperatura giusta il terzo. Se lo beve tutto;
– le sedie in salotto; una troppo dura, una troppo soffice, una perfetta. Si siede e la sfonda (ma che cazzo di bambina era? Un mostro.);
– I letti; uno troppo grande (mai vista una persona lamentarsi di un letto troppo grande), l’altro pure, il terzo invece è della misura giusta. E così si addormenta.
A questo punto i tre poveri orsi rientrano a casa e, uno alla volta, si accorgono del puttanaio combinato dalla bambina. Entrati in camera da letto l’orso piccolo si accorge che nel suo letto sta dormendo la disgraziata, che se ne accorge giusto in tempo e corre via.

Nelle versioni iniziali, però, la storia parla di una vecchia, e non di quella cagacazzo di bamboccia.
Inoltre, nella versione di Eleanor Mure (1831) il finale è un altro: la vecchia viene impalata sul campanile della chiesta di St. Paul.

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21 pensieri su “Le fiabe del cu…ore

  1. 😀 interessante! Tra l’altro ora capisco a cosa il film “Cenerentola per sempre” si sia ispirato, alla fiaba originale! Mooolto più macabra!

  2. di cenerentola, sapevo dell’albero grazie alla maestra carla che aveva iniziato a leggercela…si, c’eri anche tu ma hai una memoria di merda! 😛 l’albero era di nocciolo, perchè lei aveva chiesto al padre, di ritorno dal suo ultimo viaggio, un ramo di nocciolo per piantarlo. (contenta lei!). Ma la maestra non era mai arrivata alle mutilazioni!!! XD chissà perchè! XD

    la bella addormentata: omg.

    riccioli d’oro: le sta bene! fossi stata io uno degli orsi, le avrei strappato tutti gli arti e poi messa nel camino, urlandole cose tipo “è alla temperatura giusta il fuoco,eh,merda??” XD

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