I film dell’orrore – parte 2

Non dimentichiamoci i film horror che ti riempono d’ansia, ti tengono col fiato sospeso e ti fan saltare sulla sedia quando meno te lo aspetti.

Mi vengono in mente certi episodi fantastici che vedono contemplata una coppia, i due geni.
 I due geni sono in casa e solitamente stanno dormendo (ogni riferimento a “Paranormal activity” è puramente casuale) o  guardando la tv, spesso di notte, quando di colpo da un’altra stanza della loro accogliente dimora si sentono in successione: un barrito di elefante, il frastuono di un tornado, il cinguettio simultaneo di 78 canarini e una risata sguaiata di Bersani. Poi torna il silenzio.
I genius, svegliatisi di soprassalto, si fissano a vicenda, quando uno dei due chiede, preoccupatissimo: “Ma hai sentito anche te?”.
NO GUARDA, TI PARE. MI SVEGLI GIA’ SOLO OGNI FOTTUTA VOLTA CHE RUSSI, CHE CAZZO VUOI CHE ABBIA SENTITO STANOTTE.
L’altro/a, sconvolto: “Oddio, sì!”.
Dopodiché una persona normale rifletterebbe sul da farsi, che contemplerebbe una delle seguenti opzioni:
a) Calarsi dalla finestra con una corda fatta di lenzuola per scappare di casa senza attraversare le altre stanze;
b) Correre a rotta di collo verso l’ingresso, urlando e sperando di non morire nel mentre;
c)  Spostare l’armadio davanti alla porta, tirare giù la serranda, incollarla al pavimento e chiamare la polizia.

Inutile dire che i due geni non solo vanno a controllare cosa possa essere successo, ma una volta appurato che stranamente non c’è nessuno in casa tornano a dormire, senza nemmeno chiudere a chiave la porta. Boh, sarà stato uno spiffero.

L’assediata prevede che il suo ruolo invece subisca un’evoluzione in cogliona, durante il suo film.
Sì, perché l’assediata  è la classica donna che per un motivo o per l’altro si trova in casa da sola con l’assassino. Tralasciando le assediate più rincoglionite, che riescono a parlare al telefono con gente che è nella stanza a fianco pur non accorgendosene (“SONO IN CASA TUA.”), questi personaggi si distinguono per un’incapacità pazzesca di trovare la porta d’ingresso per scappare. Non parliamo delle finestre, perché COME MINIMO l’assediata girovaga SEMPRE E SOLO al secondo piano di casa sua, impossibilitata a fuggire. Ovviamente, nel caso dovesse per sfortuna capitare al primo piano, tornerebbe affannosamente al piano superiore senza pensarci due volte.
Il secondo dei suoi molteplici talenti è la sua impossibilità di comunicare con l’esterno. Già, perché non solo l’assassino ha tranciato di netto i cavi telefonici, ma la nostra eroina NON HA IDEA di come il suo cellulare possa essere finito nella stanza più irraggiungibile della casa.
Sembrando una povera indifesa, ma sembrandolo solo, l’indifesa a fine film si trova sempre in una situazione di vantaggio: ha tramortito l’assassino, o l’ha accoltellato, e gli giace accanto, esausta. La sua trasformazione in cogliona prende corpo in parallelo alla rinascita dell’immortale non appena l’uomo, che è stato tramortito con un’asse-perforato alla gamba da un trapano elettrico-pugnalato di fianco al cuore si rialza improvvisamente, afferrando la cogliona, che non aspettava altro che questo momento per sedersi vicino a lui e fissare il soffitto.
Ciononostante la cogliona è decisamente più potente dell’immortale, che morirà poi definitivamente (lasciando ugualmente allo spettatore il dubbio che sia davvero morto).

Parlando di un altro personaggio, la curiosona è quasi sempre donna. Sarà che “la curiosità è donna”, sta di fatto che i film horror son costellati di queste scene. È ovvio, certo, altrimenti non avrebbe senso di esistere il film stesso, però la minchionaggine si ripete inesorabile. Diciamocelo: in fondo la curiosona NON VEDE L’ORA DI MORIRE.
Ovviamente la scena si svolge durante le ore notturne, complice un silenzio di tomba; l’assassino (che sia mostro o umano) è esattamente dietro l’angolo, al massimo al piano di sotto, nello scantinato. Alla nostra curious non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di darsela a gambe levate, di salvare la pellaccia: lei DEVE sapere.
Già, ma come darle torto? E se fosse Babbo Natale, arrivato in anticipo? E se fosse Mastrota che sta testando il suo materasso, per proporle un’offerta? E se fosse il fornaio che ha sbagliato edificio? In fondo è l’ora in cui inizia a stendere la pasta.
No, la curiosona non ci pensa due volte, figurati se si lascia intimidire; così pian piano, senza farsi notare (perché CHI VUOI che senta le assi del pavimento che cigolano e il suo respiro affannoso da piena crisi asmatica, in piena notte, in mezzo al nulla) riesce a fare la minchiata. E una volta su due muore.
E se l’è meritato, CAZZO!

Frase del giorno

K: Fra, ma non è che con questo vestito mi si vede tutto?
Francy: Ma se sei piatta come una mongolfiera, cosa vuoi che si veda

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9 pensieri su “I film dell’orrore – parte 2

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