Retromarcia

La retromarcia è quella marcia (fino a prova contraria è persino scritto nel nome, non fosse una marcia si chiamerebbe retromela, retrocartone, retrotermosifone o retroebasta, e invece si chiama retroMARCIA, e tra l’altro non c’entra nulla con l’aggettivo “MARCIO” – almeno penso, ma sto divagando già troppo) che si inserisce in un punto non ben precisato del cambio. O meglio, ci sono vari modelli di cambio, e alcuni hanno la retromarcia qua, altri là. Il che mi sembra una definizione davvero precisa.

Peccato che io non mi stia riferendo a quella retromarcia, e che quindi tutto ciò di cui sopra potete cancellarlo dalla vostra memoria, ricordarlo con simpatia o persino adottarlo come sorta di mantra. Ciò a cui mi riferisco è l’ATTO della retromarcia, quello strano fenomeno per cui la macchina non si muove nel verso solito, bensì in quello opposto (sempre che abbiate capito come si guida una macchina, che tutto può essere, per carità).
Sì, perché il problema è semplicemente UNO, uno solo, ditemi se non vi è mai capitato.

Dopo due ore di girotondo per cercare parcheggio finalmente trovate un bel posto largo, comodo; quasi ci stanno due macchine, e avete i lucciconi per l’evento, più unico che raro. Qualche lacrima accenna a scendere, pronta a bagnarvi le guance, e scappa anche una mezza idea di chiamare qualche parente per renderlo partecipe della lieta notizia. Prendete il cellulare, scorrete mentalmente la vostra rubrica telefonica, poi pensate che in fondo sia più importante tuffarvi in questo sogno ad occhi aperti che è il posto appena trovato, senza lasciarvelo sfuggire. Presto!
Si posa il cellulare e vi accostate delicatamente alla macchina davanti, facendo attenzione a non toccarla e soprattutto a prendere bene le misure, in modo da poter girare il volante e far entrare la vostra bella macchinina con il minor numero di manovre possibili. Tanto è un parcheggio enorme, ci vorrà un attimo!!!
Una ventata di buonumore improvviso pervade il vostro animo, inspirate a fondo e pensate che oggi è davvero una splendida giornata. Mancano gli uccellini che cinguettano ma si sa, in fondo quelli ci son solo alle 7 del mattino a scassare la minchia mentre dormite.
Date uno sguardo veloce allo specchietto, per vedere com’è la situazione dietro, ed è tutto a posto 🙂 Iniziate a girare il volante, con calma: ormai il parcheggio non aspetta altri che voi.
Inserite la retro, facendo attenzione che entri bene, perché è già capitato che grattasse. Sai che casino!?! Nono, stavolta la mettiamo bene, oplà. È stato un attimo.
Ormai pronti alla manovra iniziate con un colpo di pedali lento, delicato.
La macchina inizia ad andare all’indietro, e…

E SECONDO VOI COSA SUCCEDE?

SUCCEDE CHE CON TUTTO IL FOTTUTO SPAZIO CHE C’È A QUESTO MONDO, CON TUTTI I METRI QUADRATI DI STRADA PRESENTI NELLA VIA E TUTTI I MOMENTI POSSIBILI TRA CUI SCEGLIERE, QUEL CAZZO DI PEDONE DI MERDA DEVE ATTRAVERSARE LA STRADA ESATTAMENTE ORA. E MICA IN UN PUNTO QUALSIASI. NO, FIGURIAMOCI. LUI ATTRAVERSA ESATTAMENTE NEL PUNTO IN CUI STATE FACENDO LA RETRO, DIETRO ALLA VOSTRA MACCHINA.

DICO IO, È POSSIBILE???????
È POSSIBILEEEEE??????

MAVVAFFANCULO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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6 pensieri su “Retromarcia

    • Ahah, per fortuna la decina di volte che mi è capitato (perché evidentemente si fiondano tutti sotto la MIA, di macchina) mi son sempre fermato in tempo. Però non si sa mai, tieni il biglietto da parte che un giorno o l’altro mi romperò le palle e premerò l’acceleratore 🙂

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