Letterina 2010 a Babbo Natale

Babbinoooooooo!
Sopresa.

Guarda, è inutile che tu faccia la faccia stupita solo per farmi felice; è da cinque anni che puntualmente ti scrivo la letterina, pensi che mi beva la tua espressione?
Ma per favore. Non fai un cazzo per 11 mesi all’anno, va’ almeno a fare un corso di recitazione.

Comunque ^_^
Ti voglio un mondo di bene, sei tanto dolce e immensamente tenero 🙂
E CASUALMENTE è arrivato il momento di chiederti i regali. Oh, tanto so che come ogni anno me ne porterai A VALANGHE, e tutti scelti attentamente dalla mia lista.

Che poi potrei anche solo elencarti tutti i regali che non mi hai mai portato, ce n’è a bizzeffe da scrivere. Però sai, magari non li hai trovati in giro..strano eh, perché sono sempre cose reperibili così facilmente. E quindi cambiamo. Meglio cambiare, né? Lo dice pure la Littizzetto, che per inciso è più simpatica di te.

Ma vabbè, vado sempre fuori tema. Aveva ragione la prof. di italiano delle superiori. E siccome odio darle ragione iniziamo con le richieste.

1- Gli amici di facebook. Ti prego, babbone, dota di un 2% in più di cervello quei contatti di facebook che continuano a cancellare il loro profilo, rimettersi e chiedermi l’amicizia. Poi ricancellarsi, rimettersi e richiederla ancora. Se Facebook non vi piace cancellatelo e BASTA, il ping pong si gioca in altri luoghi. Informo che è GRATIS, G R A T I S, quindi lasciare il profilo, seppure inutilizzato, non prevede che paghiate NULLA.
Inoltre, papone Noel, spiega a quegli amici che ogni VENTI SECONDI mi inviano richieste per l’iscrizione ai gruppi di tutti i ragazzi di Amici, di tutti i ragazzi di xfactor, di tutti i tronisti di uomini e donne, di tutti quelli che esistono al mondo compresi l’ape dei cereali Cheerios e Gianni Morandi che non ME NE FREGA UN CAZZO. E che se rifiuto è inutile continuare a mandare la richiesta in continuazione, facendomi cliccare a valanga su “rifiuta” perché, come mi sembra di aver detto poco fa, se non ho accettato ci sarà un motivo. E il motivo, ripeto, è che non me ne frega un C A Z Z O.
Ti chiederei di fare qualcosa anche per tutti quelli che mi invitano a karaoke, feste e cenoni di ogni sorta situati in località VICINISSIME tipo Costa Rica, Venezuela, Ecuador, Kuala Lumpur, Shangai e Antananarivo (o alla meglio Catania e Reggio Calabria), ma siccome non ho idea di quale metodo utilizzino per selezionare gli inviti lo lascio come una sorta di sfogo. Tanto te saprai di certo come facciano, e nel caso ci penserai.
Spero tu non faccia leggere questa letterina ai miei amici, perché con questo primo punto ne avrò insultati un buon 60%.
Nel dubbio, da domani non esco più di casa.

2- Quelli a cui, dopo “un po’”, serve qualcosa. Oh Santa! (avrai notato il riferimento alla canzone di Mariah Carey, sei sempre così perspicace) ti prego, fai qualcosa. Falcidia tutti quegli amici che non mi cagano da secoli, secoli. Quelli che però non si limitano a condurre una vita parallela alla mia, ma che improvvisamente cambiano rotta e provocano la nascista di due rette incidenti (visto? Ho studiato geometria. Mi fai sparire ‘sta materia di merda, visto che ci siamo?).
Il contatto, del tutto sincero e animato da puro interesse sociale, solitamente avviene nel seguente modo:
UnaVoltaScomparso/a: EHIIIIII!!!! 🙂 🙂 🙂 CIAO ALE! 🙂 🙂 🙂 🙂
Io: ciao
UnaVoltaScomparso/a: COME VAAAA? ^_^ ^_^ STAI BENE? ^_^ ^_^
Io: Tutto bene, te?

-Dopo questa frase, ci sono due tipologie di persone: una che ti rinfaccia di non esserti più fatto sentire (come se lui avesse fatto diversamente – e in ogni caso, finito il discorso, tornerà a non farsi più sentire) e l’altra che, spudorata, si lancia a bomba, dritta al punto.

UnaVoltaScomparso/a: SENTI, AVREI UNA COSA DA CHIEDERTI 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

Perché tanto nessuno si accorge che il “come va” è messo lì tanto per fingere che la risposta interessi, nessuno proprio.
Babbo, non commento oltre perché avrò perso un’altro 2% di amici. Però se questi li falcidi tanto meglio ❤

3- La politica. Ok, sweet Babbeo

(ops.)

Ok, non seguo molto la politica, e faccio male. O meglio, facevo male finché si capiva qualcosa, ora non so bene se faccio male. Comunque, in ogni caso, lo ammetto: potevo interessarmene di più. Però qualcuno qui è vendicativo. Cioè, saranno ormai settimane che mangiando mi sorbisco al tg SOLO notizie di politica. Politica e gossip, ma entrambe inerenti solo alla politica. Ecco, non è che potresti mettermi una notizia qualsiasi in mezzo, qui e là?
Cioè, non puoi abituarmi per 23 anni a sentire ogni sera la notizia di almeno 2 persone tagliate a metà dal vicino, 4 morte investite da un ubriaco, 16 saltate in aria per colpa dei kamikaze, una in ospedale con ustioni di quarto grado, e poi buttarmi di colpo in un tg in cui non muore NESSUNO.
Riesci a capire come io mi possa trovare spaesato? Fai qualcosa!
Con “fai qualcosa” non intendo “uccidi qualcuno”. Nel caso non l’avessi capito il problema non è quello.

4- La ghigliottina. Ora, non so se tu abbia presente il gioco finale del programma condotto da Carlo Conti, te lo spiego brevemente: C’è un insieme di parole, e te devi trovarne una che le accomuni tutte. Ad esempio hai “Freddo”, “Vaniglia”, “cono” (per fartela breve) e trovi GELATO.
Ecco, dear Claus. Spiega a mio papà che non vale inventare le parole pur di far funzionare tutto. Cioè, non è possibile che ogni volta pur di far vedere che ha trovato la parola giusta (che, puntualmente, non lo è) riscriva il dizionario della lingua italiana.
Mi trovo con “Pescatore”, “Sale”, Mietitrebbia”, “Cane” e “regalare”. Lui con fare saccente dice che la parola è OVVIAMENTE “Guinzaglio”.
Essì, perché il cane si porta a guinzaglio, c’è il FAMOSISSIMO guinzaglio da pescatore, il guinzaglio che si usa per mettere il sale, la mietitrebbia che si comanda con un apposito guinzaglio e c’è il noto detto “regalare il guinzaglio”. E’ così logico.
Oh, siamo già all’ultimo regalo, Babbs. Hai visto, ho chiesto pochissime cose stavolta. Ti vedo sorridente 🙂
Ecco, cazzo sorridi.
Ti ricordo che per l’ENNESIMA VOLTA ti ho chiesto il MIO regalo di Natale e te ne sei sbattuto le palle.
Ma chi racconta ‘sta cazzata che Babbo Natale si dà da fare durante la notte del 24 per portare regali a tutti?
Secondo me stai a casa a grattarti le palle, altroché. Altrimenti non si spiegherebbe com’è che ogni fottuto Natale ti chiedo la Lamborghini e non ne vedo nemmeno l’ombra.
No perché sai, l’anno scorso mi è arrivato un ipod, ma non mi risulta abbia le ruote. Non so, forse non ho guardato bene nella confezione. In ogni caso per ricaricarlo non devo nemmeno mettere benzina e non ci si fanno i 200 in autostrada. Ecco, consuma meno, quello sì.

Comunque sto divagando ancora. O mio babbino caro (e qui mi riferisco alla canzone lirica, stasera mi sento in vena di songs), regalami anche il dono di non divagare troppo, se riesci. Anche perché poi la gente si stufa, no?
No?

Dici di no? Che carino 🙂 Hai ragione, sbattiamocene le palle.

In ogni caso. L’ho capito che il complimento era per non farmi fare l’ultima richiesta, ma non ha funzionato.
SIAMO AL REGALO FINALE. Cosa ti ho chiesto l’anno scorso? Dimmelo. Te l’ho anche scritto qualche riga sopra.
Non ricordi? Che strano.
Sarà che te ne sei sbattuto di cosa volessi. Vaffanculo. Sai che ti dico? Quest’anno ho scelto il regalo che tanto vorrei.
Basta con la “Lamborghini” generica di tre anni fa. Basta con la Lamborghini di due anni fa. Basta persino con la Lamborghini Concept S dell’anno scorso.

Fammi questo grande, grande regalo. Così finalmente potrò dire che avrai esaudito anche solo UN mio desiderio.

 

MUORI

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