04/02/2007

AHHHHHHH, quante cose ho da dire!! Sono iniziati i nuovi corsi del trimestre, ce ne sono delle belle… 😛 Ma iniziamo subito!
Anzi, prima un annuncio: Chi troverà il testo integrale della canzone “Why does my heart feel so bad?” di Moby riceverà in regalo, direttamente a casa, Tania coltivatrice di Pitosfori nani (per i più smemorati, Tania è il tarocco di Barbie…quella brutta, stupida e falsa in tutti i sensi) .

Matematica Discreta

Arriva il professore..Incredibile!!! E’ uguale alla professoressa Fullin di Zelig                           (  ), ma senza cappello!!! Sì, in effetti, forse anche il vestito è leggermente meno colorato, ma i modi di fare sono molto molto simili e la faccia pure! Parte con la presentazione del corso:
“La Matematica discreta si chiama così perché si utilizzano solo numeri interi, niente decimali o numeri reali.”
Nella mia mente già si concretizza l’idea dell’esame, formato da un disegno con 3 mele e la domandona: “QUANTE MELE CI SONO?”.
“Inoltre, le uniche operazioni che useremo sono sottrazione e addizione, al massimo anche divisione e moltiplicazione.”
Seconda domanda dell’esame: “SE PRENDO DUE MELE, OVVERO FACCIO 3-2, QUANTE MELE MI RIMANGONO?”.
Certa gente si mette a parlare e il professore dice: “Ragazzi, vi ricordo che la frequenza non è obbligatoria, potete anche fare 300 assenze in un mese e nessuno vi dice niente”.
Veramente io gli direi che in un mese ci sono 30 giorni.

Ieri si è messo a spiegare la crittografia e altre cose mezze incomprensibili, faceva spuntare dal nulla delle variabili H C M O I U D di cui non si sapeva il significato…
A fine corso, quando mi daranno il questionario, scriverò : “VOGLIO IL LIBRO ILLUSTRATO!”, oppure: “BASTARDO, ALL’INIZIO SEMBRAVA UNA CAZZATA E INVECE, FINORA, HO CAPITO SOLO IL NOME DEL CORSO”.

Analisi Matematica

Il professore di Analisi è diverso da quello di Matematica Discreta. Mentre quest’ultimo parla velocemente e ogni tanto scherza (aggiungerei che fa battute che fanno ridere solo lui), il primo sembra un automa. Parla piano, scandendo le parole, quasi come fosse uno di quei software che riproduce le frasi che scrivi al pc. Inoltre sembra una lucertola. Il Venerdì, invece della lucertola, c’è una professoressa bionda che parla in modo strano e fa solo esercizi. L’impatto è stato scioccante, si è presentata e poi ha iniziato a scrivere, girandosi solo per dire : “Avete capitho ragasi ?”. In un millisecondo aveva riempito tre lavagne, mentre noi ancora non avevamo capito cosa stesse facendo.
Ora, oltre all’incubo del pane del Mulino Bianco col segno del dito del bambino fottuto, c’è anche quello della professoressa Flash.
Ieri il professore ci chiede: “Allora, come vi trovate con la professoressa?”. Andrea dice ad alta voce: “Licenzi la sua collega”; quello della fila davanti si gira e dice, tranquillamente: “Ma no, dai, ha un bel culo”.

Nicola, uno dei miei compagni premi Nobel (uno dei più “sani”), stava copiando i miei appunti di Analisi , quando arriva ad una lettera con una cancellatura sotto e fa: “E qui?” e io: “Devi scriverlo e poi cancellarlo”.               Mi fissa una decina di secondi.           “Davvero?”

L’altro giorno il professore lucertola arriva, accende il proiettore ed esce l’avviso “Cambiare la lampadina”. Il professore si gira e aspetta. Si rigira a guardare lo schermo e l’errore è ancora lì, minaccioso. Si rigira e aspetta. Tutti ridono. Si rigira, l’errore persiste, allora prende il telecomando del proiettore e fa apparire il menù. Esce dal menù e l’errore c’è sempre. Mi giro verso i miei compagni e dico: “Dite che ha letto il messaggio? Ah, forse non è capace a cambiare una lampadina. Ma basta chiamare l’addetto, non deve mica farlo lui!”. Si rigira verso l’errore, gioca ancora un pò col menù ma nulla.
Dopo 10 minuti l’errore, evidentemente al limite delle forze, stremato, scompare.

Ci rimaniamo malissimo, mentre il professore ci osserva, con aria trionfante.

Le parentesi graffe

Diciamo la verità: ognuno fa le parentesi graffe come gli pare. Nell’arco della propria vita un essere umano avrà visto una serie di parentesi graffe impressionante. Parentesi a forma di lombrico, parentesi tonde con un puntino, parentesi graffe con la forma di un fondoschiena, parentesi con la forma del Gobbo di Notre Dame. Parentesi a elica, parentesi ciccione, parentesi rachitiche, parentesi che sembrano una canna di bambù, parentesi che sembrano scritte da uno col Morbo di Parkinson.

Un tipo di parentesi, però, non l’avevo mai visto: Le parentesi a Batman. E per questo ringrazio Nicola. Avete presente il simbolo di Batman?
Lui riesce non solo a farlo capovolto e stilizzato, ma anche ad usarlo come parentesi graffa. Tra l’altro, probabilmente, non ha capito che per ogni parentesi graffa chiusa dovrebbe essercene una aperta. Sul foglio ce n’erano una decina di chiuse, e due aperte.
Presto fotograferò le sue parentesi, e vi mostrerò la bravura di quest’uomo.   Ometto.    Omignolo.    Pirla.

La comparsa finale dell’equipe

Sono in lutto, penso che non mi riprenderò mai. Magari morirò di dolore. Francesco, il famosissimo proprietario dell’equipe specializzata, ha lasciato l’Università. Ciò vuol dire che non riceverò più aggiornamenti sul servizio di assistenza migliore d’Italia.
L’ultima notizia pervenuta risale ad un mese fa:
Francesco: “Con l’equipe ho un sacco di clienti, sai? Ho fatto più di 450€”
Io penso: “Sai, vero, che i soldi che ti hanno regalato i nonni per Natale non valgono?”

Amen.

In biblioteca con Davide

Due settimane fa Anto e Manu decidono di andare a studiare in biblioteca con noi. Davide in 19 anni non ci era mai andato, e infatti iniziava con le domandone intelligenti: “Ma Ale, in biblioteca c’è il calcetto?” “No.”  “E qualche posto per ascoltare musica o vedersi i film?” “Stiamo andando in biblioteca. Bi-blio-te-ca. Non si chiama cinema…”

Entriamo in biblioteca, cerchiamo Anto e Manu. Davide oltrepassa della gente che studia e si affaccia nell’altra stanza: “Porco D**, ma dove caz** sono?” (censuro per i deboli di cuore e di spirito). Gli studiosi si guardano, guardano male Davide, mentre quest’ultimo prosegue nel suo cammino. Arriviamo in una stanza più grossa, dove c’è altra gente che studia, concentratissima. Davide passa,  facendo un rutto rumorosissimo, accompagnato da un tranquillo: ” Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, un bel rutto”. Tutti si girano a guardarlo, mentre lui sorride soddisfatto e passa nella stanza adiacente. Io cerco di far finta di non conoscerlo e finalmente troviamo Manu e Anto.
Davide si siede, si mette il lettore mp3 e si tranquillizza. Meno male.

I puffi

Tutti conosciamo (purtroppo) i Puffi. Ciò che mi ha lasciato a bocca aperta è la scoperta fatta da Nicola l’altro giorno: Puffetta, all’inizio, non c’era.
Ho cercato su Wikipedia e ho ricevuto conferma di ciò che mi ha detto:
Puffetta è un Puffo femmina, inizialmente mora e cattiva creata artificialmente dal mago Gargamella; fu trasformata dal Grande Puffo in una vera puffa.”
Strano, no? Probabilmente, quindi, sarà giusta anche la sua seconda tesi, no? Non sapete qual è? Eccola: “Gargamella in realtà è Bossi. I Puffi? Sono dei finocchi.”
Chi non è d’accordo alzi la mano.

I conigli giganti

No, non è un film di Hitchcock. Nemmeno l’effetto di qualche stupefacente. In Germania c’è un certo Karl Szmolinsky, un pensionato 67enne che alleva giganteschi conigli grigi che possono fornire sette chili di carne l’uno, e dispensare cibo ad almeno otto persone.  Il problema però è che mangiano una quantità di grano e carote elevatissima.
Un genio, questo Karl. Il popolo è affamato? Diamogli i conigli da 10 chili, che ne mangiano 16 di tutto ciò che è commestibile. Così il problema della fame è risolto. Di quella del coniglio, però.

in compenso uno di quei conigli lo voglio anche io…avete visto quanto sono belli?

               
Le foto sono dei rispettivi proprietari…e ma va? Ti pare che vado fino in Germania a fotografarli?

Manu installa Messenger ma non mette l’avatar
Anto: “Manu, ti muovi a scrivere? Sei leeeento….e poi cambia la foto che sembri uno dell’indovina chi”

Alessio: Non odi anche te il bambino della mulino bianco?
Serena: sisì, ma perchè cazzo deve mettere il dito
Serena: ma poi chissà dove l’aveva messo prima

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4 pensieri su “04/02/2007

  1. premetto che i commenti che faccio sono numerati per ogni intervento..quindi..se in un interventino ci sono più interventini..sarà tutto diviso dai puntini..ok??va bene..chiamo la neuro intanto..
    1)muahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah..
    2)muahahahahahahahahahahahhahahahahahhahahahahahahahahahahah..
    muahahahahahahahahahahaahahahahahahahahahahahhahahahahhahahahahahh..
    ma daaaaaaaaaaaaaaaaaaai..maccome si fa a cambiare lampadina usando il tasto menù?????geniale!
    3)muahahahahahahahahahhahahahahhahahahahahah..ma che pirla e pirla..quel ragazzo è un genio!vengo anch’io nella tua università!deciso!ghgh
    4)muahahahahahahahahahahahaahahahahah..ma daaaaaaaaaaaaai..porello!!!
    5)io questo Davide devo conoscerlo!!
    6)(ma quanto mi****a hai scritto?!?!?censuro per i deboli di cuore e di spirito..ihih)..sono d’accordo..ghgh
    7)muahahahahahahahahahahahahahahahahah..basta t supplico..non se ne può più!muahahahahhahahahhahahahahah..
    cioè no sul serio..sei da conoscere!chissà quante volte mi stenderei a terra sentendoti parlare!..;P

  2. Aggiungerei una piccola riflessione sui puffi. Gargamella vuole i cosini blu perchè ha una ricetta per trasformarli in oro. Gliene servono 6. Il mago, come giustamente hai wikipediato, ha creato puffetta. Ma non gli è venuto in mente di crearsi da solo 6 puffette e farsi il suo cavolo di oro con quelle? Che poi cosa vorrà mai comprare con l’oro uno che abita sperduto in una foresta medievaleggiante? Va boh, non importa.
    Bye!

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