03/11/2006

Per la quarta volta, oggi sono andato con mio papà a “Le Gru”, in un negozio di orologi.
Per chi non lo sapesse, “Le Gru” è un centro commerciale della MERAVIGLIOSA Torino, che nulla ha da invidiare ad una certa città irlandese che inizia con la D, e che mi risulta tra l’altro sia la sua capitale…
Comunque dicevo che siamo entrati nel negozio, dove mio papà aveva lasciato a riparare l’orologio (a Settembre) e gli hanno detto che “è pronto, ma il fattorino si è dimenticato di portarlo e l’ha lasciato in mezzo a quelli ancora da riparare.
Notare: Tre settimane fa ci avevano telefonato dicendo che era pronto. Siamo andati la prima volta e han detto “non è pronto, torni Mercoledì”. Mercoledì han detto di tornare il Martedì dopo. Il Martedì dopo di tornare oggi, Venerdì. E anche oggi non è pronto.
MA CI PIGLIATE PER IL CULO?

E poi un consiglio, anzi due. Anzi, tre: Evitate di assumere facchini celebrolesi, evitate di far fare le riparazioni a ditte incompetenti ed evitate di tirare su un negozio che fornisce un servizio peggiore di quello che fornisce la mia nonna zoppicante in un saloon con 32874 posti a sedere come cameriera.

All’università, se non altro, si ride!
Ci sono due miei compagni che parlano 24 ore su 24 di LineageII, un gioco online. Siccome ci giocavo anche io, e pensaVO conoscessero ormai il gergo di questi giochi (pieno di parole inglesi italianizzate), dico ad uno dei due, Andrea, chiamato da noi Gesmu come diminutivo del cognome: “Sai che nel bagno dell’università c’è scritto ‘A Gesmu lo owna anche mia nonna che è a livello 2′ ?”. Ownare vuol dire battere, stracciare…insomma, avete capito. Era palese che fosse uno scherzo, ma lui, il concentrato di perspicacia in gocce (2 al mattino e 2 alla sera, sperando che il giorno dopo non ti sveglierai più), mi dice: “DAVVERO?” e io: “Sisi”. Lui mi guarda, come avesse capito tutto, e mi fa: “Sicuramente è stato Gaetani” (un altro nostro compagno).

Ci sono rimasto male. Ci ha creduto ed è persino riuscito a trarne delle conclusioni.

Ad informatica la nostra professoressa ci fornisce delle perle di saggezza veramente cosmiche, una migliore dell’altra. Me le sono scritte tutte, per paura di dimenticarmele.
Facendo degli esempi di conti correnti, ha detto che c’è quello “per i vecchi” e quello “per i disoccupati” (osservazione di un altro mio compagno pirla: “Ma a che serve il c.c. per disoccupati, se quelli i soldi non li hanno?”).
Poi ha spiegato la differenza tra istanza e classe. Detto in parole povere la classe è, ad esempio, Il monitor; un’istanza della classe monitor è il monitor con cui state leggendo le minch…ehm le cose che sto scrivendo. La classe, quindi, è un concetto generale, mentre l’istanza è la concretizzazione dell’ “idea”. Dopodiché, tutta fiduciosa e sorridente, nemmeno avesse visto Brad Pitt e George Clooney fare lo spogliarello tra i banchi, ci chiede: “Qual è un’istanza di Biblioteca?”. E subito uno, dal centro dell’aula: “BLOCKBUSTER!!!”.
Il sorriso le svanisce di colpo.
Ma che gente ESISTE in questo posto? Sarà uno studente straniero? Che so….un irlandese, ad esempio?
Quattro frasi celebri sono le seguenti:
– Ne faremo mille di cose prima di arrivare a questo coso;
– Domani potrete chiedere domande;
– Qui ci sarà li spazio;
– Quando andate a prendere i libri dal coso.

Ho inoltre scoperto, grazie a lei, che i negozi che noleggiano videocassette e dvd tipo self service, che sembrano automatizzati, in verità hanno dietro dei cinesini sottopagati che corrono a cercare i film e te li buttano nel buco!!! Quindi attenzione, che la cosa è inquietante…

Mentre penso, felice, che manca “solo” mezz’ora e che le cazzate potrebbero essere finite, quella di fianco a me prende il cellulare, apre il giochino del Sudoku e si mette a copiarlo su dei fogli..e poi riempe gli spazi vuoti.

SALVATEMI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La prof. fa poi un altro esempio, in cui c’è il verbo “Depositare”, e dice: “Se usiamo il participio passato, e quindi ‘Deposita’, ..” ma che deposita e deposita, il p.p. è DEPOSITATO!!!!!
E’ troppo, non posso farcela.
La fisso: ha la maglia nera, i pantaloni beige, le calze rosa e le scarpe marroni.
MINCHIA CHE GUSTI!
Di pomeriggio vado a casa di un mio amico, Davide, in perenne lite con la madre. Per fortuna liti abbastanza tranquille, nel senso che è più uno scambio di brutte parole che un odio reciproco. Lo so, è difficile capire cosa intendo. Anche per me. Anzi, cosa volevo dire?
Comunque, siccome doveva andare all’allenamento di calcio entriamo in ascensore insieme, con la madre che esce nel pianerottolo, mentre i due stavano litigando. Allora lui sale in ascensore e le grida: “MA SE SPENDI PIU’ DI ME, TIRCHIA !!!!!!!!!!!!!!!!!!”.

Ci fissiamo e ci mettiamo a ridere tutti e due.
Bene, almeno lui se n’è accorto.

Professoressa d’inglese ad un mio compagno: “Distante, cosa vuol dire ‘televisionlike monitor’ ?”
Distante: Schermo a piacere.

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