22/09/2006

ADDIO AI MONGOLI

Addio/ mongoli sorgenti da Dublino ed elevati al cielo/ cime uguali/ note a chi è cresciuto tra voi minchioni/ e impresse nella sua mente malata/ non meno che l’aspetto orrido de’ suoi familiari/ torrenti putridi- de’ quali si distingue la muffa/ come il rumore dello starnazzare delle oche/ ville sparse e luride sul pendìo/ come branchi di pecore stupide/ addio!/ Quanto è felice il passo di chi/ cresciuto tra voi (o arrivato per sfortuna a visitare la città)/ se ne allontana!// Alla fortuna/ di quello stesso che se ne parte volontariamente/ tratto dalla sicurezza di fare altrove fortuna/ si abbelliscono/ in quel momento/ i sogni della ricchezza/ egli si maraviglia d’essersi mai trovato in quel cesso di città/ e non tornerebbe mai indietro/ se pensasse che, un giorno- tornerà dovizioso/ Quanto più si avanza nel piano/ il suo occhio brilla/ gioioso e vivace/ da quell’ampiezza uniforme/ l’aria gli par limpida e cristallina/ s’inoltra pieno di gioia/ nelle città gioiose/ le case aggiunte a case/ le strade che sboccano nelle strade/ non gli sembra possibile/ e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero/ pensa/ con desiderio inquieto/ al campicello putrido del suo paese/ alla casuccia che cade a pezzi e piena di sporcizia a cui ha messo purtroppo gli occhi addosso/ da gran tempo/ e che raderà al suolo/ tornando ricco/ a’ suoi monti//

Ma chi/ non aveva mai spinto/ al di là di quelli/ neppure un desiderio fuggitivo/ chi/ aveva composti in essi/ tutti i disegni dell’avvenire/ e n’è sbalzato lontano/ da una forza perversa!/ Chi/ staccato a un tempo/ dalle abitudini di merda/ e disturbato nelle vane speranze/ lascia que’ monti/ per avviarsi in traccia di qualsiasi persona/ che ha sempre desiderato di conoscere/ e non può/ con l’immaginazione/ arrivare a un momento stabilito per il ritorno! E meno male!/ Addio/ casa natìa/ dove/ sedendo/ con un pensiero occulto/ s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni di irlandese idiota- il rumore d’un passo aspettato/ con un misterioso timore/ Addio/ casa ancora straniera (e meno male)/ casa sogguardata tante volte alla sfuggita (e meno male)/ nella quale la mente- si figurava un soggiorno d’inferno/ Addio/ chiesa/ dove l’animo non tornò mai/ non conoscendo nemmeno le lodi del Signore/ dove non era promesso/ nè preparato un rito/ dove il sospiro segreto del cuore- doveva essere solennemente maledetto/ e l’amore venir comandato/ e chiamarsi diavolo/ addio!// Chi dava a voi tanta stupidità è per tutto/ e  turba la gioia de’ suoi figli/ per prepararne loro- una più certa e più grande.

Alessio Panzoni

P.s.
Oggi è l’ultimo giorno di lavoro! E Domenica si paaaarteeee !!!!!!!!!!!!!!!
Da un lato mi dispiace..come farò senza irlandesi? Chi mi dirà idiozie ogni giorno? Chi mi darà da mangiare solo ed esclusivamente pollo, ogni giorno?
Essì, la tristezza mi assale….
p.p.s.
Per i meno sagaci, il mio cognome non è veramente “Panzoni”.

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