02-03-04/09/2006

Ho scritto il resoconto di 3 giorni interi, quindi da una parte penso “Se non li leggete vi ucciderò perché ci ho messo una mattinata intera”, dall’altra penso “Ho scritto troppo, chi avrà voglia di leggerlo?”. Quindi fate quello che vi pare, se la cosa non è di vostro gradimento andate su http://www.pollypocket.co.uk/ e non mi rompete le palle!

4 Settembre 2006 – Lunedì


Oggi è arrivata la francese; me la immaginavo bionda e alta..magari anche bella. Oppure, come le due francesi che avevo in classe, alte e nere (di pelle). Invece è bianca, ha i capelli neri ed è abbastanza brutta…si chiama Delphine! Ma che nome è? E di cognome si chiama “Champion”.
Naturalmente, prima di conoscerla mi immaginavo una ragazza riservata e, ancora più ovviamente, non è riservata manco per le palle. Da quando si sveglia a quando va a dormire mette sul suo pc della musica e si mette a cantare…e poi parla, parla, parla.
Immaginate una ragazza che parla ininterrottamente tutto il giorno e pensate a quanto potreste resistere…presto sparirà un coltello dalla cucina e comparirà un cadavere.

Prima di mangiare ieri mi sono fatto un sacco di risate: Delphine è arrivata in camera mia e di Iban, dicendo, tutta fiera: “La cucina francese è la migliore del mondo”.

Ma da dove ti escono queste cazzate?

Così mi sono venute in mente le cose che ho mangiato quando sono andato in Corsica con i miei genitori, le elenco qui di seguito:
– Tagliere di salami, ce n’erano uno viola e uno rosso scuro (e facevano schifo)
– Calamari ripieni di carne, che praticamente era solo grasso
– Pudding, un bellissimo dolce fatto di mollica di pane e crema pasticcera…terribile
– Pizza con gli spaghetti (questa l’hanno ordinata alcuni di fianco a me)
– Insalata di mare presa direttamente da una scatoletta, sapeva di aceto

Praticamente le ho riso in faccia e, mentre cercavo di capire come fosse possibile credere in una cosa così idiota, Iban ha aggiunto: “Non penso proprio, la migliore è quella spagnola”.

Ecco, un’altra cazzata.

La mia dose di risate è moltiplicata, e intanto mi domandavo: “Chi è più illuso, lo spagnolo o la francese? E’ dura decidere…”
Tutto ciò rievocando le cose mangiate in Spagna (Barcellona):

– Pasta scotta ogni sera, con sopra l’Emmenthal (bambini non fatelo a casa)
– Patatine, non mi ricordo se molli o dure (di certo non croccanti), che facevano schifo
– Paella salatissima.. anche se forse la paella è l’unica cosa buona che sanno fare!

e per fortuna la mia memoria si è fermata qui…

Di sera, dopo aver mangiato un buonissimo pollo arrosto con purea di patate e “palline” di cipolla e pane grattato ci siamo messi davanti alla tv.
E’ da un mese che voglio vedere il film “Guida galattica per autostoppisti”, visto che avevo letto il libro qualche anno fa e mi era piaciuto.
Su sky è da un mese che c’è almeno una volta alla settimana, ma di solito c’è qualche film più nuovo e quindi non l’ho ancora visto. Oggi c’è, ed è l’unico film che non abbiamo ancora visto: perfetto!
Metto sul film e dopo 5 minuti Delphine cambia, mettendo su una serie tv che fa cagare…ma che minchia fai?
Va in bagno, colgo l’occasione e rimetto sul mio film. Esce dal bagno e mette su un’altra serie tv ancora peggio di quella prima, una brutta copia di CSI…ma ti metti le mani dove dico io ???
Finita pure quella serie (per stasera..) mette su Oceans Twelve, che io ho visto già 3 volte e Iban 1 o 2. Ci va bene che sta beccando tutti i programmi a 10 minuti dalla fine. Andiamo avanti con lei che cambia canale ogni volta e parla, parla, parla…ma dico io, per mettere su una cosa che ti interessa e parlare lasciami vedere il MIO film!
Mette la lista dei film e dice: “Cosa volete vedere ?” scorre col telecomando i primi tre film e dice: “Hitch!!!”. Mette su Hitch, che stranamente avevo visto una volta sola, e siamo costretti a sorbircelo (mancano 20 minuti alla fine del film, ahahah).

Alle 22.15, mentre io e Iban stringiamo forte il divano per non stringere il collo di Delphine, ci dà una bellissima notizia: “E’ tardi…vado a dormire”. Ecco brava, vacci e non ti svegliare più.

3 Settembre 2006 – Domenica

 

Non osando pensare alla colazione che ci aspetta, visti gli standard dell’ostello, penso al modo più atroce per uccidere Federico. Era stato pianificato di svegliarci alle 7, mentre quel mandingo del Burkina Faso che dorme sotto di me (Federico, ancora lui) mette la sveglia alle 6. Non contento, suona un’altra sveglia alle 6.15 e un’altra alle 6.30. Mah sì, così se ci fosse passata per l’anticamera del cervello di riaddormentarci ci sarebbe subito passata di mente.

E il bello è che quando suona quella delle 6 io guardo l’orologio e penso “Ma sono solo le sei!” Sto per dirlo quando sento al piano di sotto (suvvia, avete capito) un sospiro, come quello di uno che ha finito di cucinare una torta sacher e, dopo aver impiegato tre ore a ricoprirla alla perfezione di glassa, si accorge di non avere messo la marmellata in mezzo..il tutto seguito da un: “Sono le seeeeeeeei…”

MA VA ?? BASTARDO!

Alle 7 bussa Iban, ci prepariamo e scendiamo a fare colazione. C’è la cucina, con un bancone pieno di marmellate e pan carré. Prendo una tazza dal pensile in alto, dopo una scelta accurata tra 4 o 5 tazze. Mi viene da chiedermi come mai le stoviglie siano così sporche, poi mi giro e tutto mi diventa chiaro: c’è un cartello con su scritto “Si prega di lavare tutte le stoviglie dopo averle utilizzate”. AHHH ECCO!

Comunque sia mi preparo una tazza di the e due fette di pane con marmellata di fragole. Mangio una fetta di pane ai cereali (con la marmellata) che, a differenza delle mie aspettative, è buonissimo!

L’atmosfera è da centro di recupero per drogati/alcolizzati…sapete, quelle cose che in genere si vedono nei film (di merda) americani. C’è gente che vaga cercando qualcosa di commestibile da mettere sotto i denti, e non uno che sorrida.

Mentre Federico ingurgita la peggiore marmellata di arance della sua vita (giusta punizione per la sveglia delle 6, direi) lavo le tre cose che ho usato. Iban beve latte e cereali (uno lo beve e gli altri li mangia, sì, non li hanno ancora inventati i cereali liquidi), poi prendiamo gli zaini e usciamo.

Alle 9 arriviamo alla stazione dei bus, prendiamo quello per Giant’s Causeway e ci subiamo tre ore di viaggio.
Arrivati a destinazione notiamo con piacere che ci vogliono solo 5 minuti di camminata, ed è tutto bellissimo!!! E’ pieno di questi gradini esagonali, e la cosa bella è che sono naturali, non li ha creati nessuno. Che strano, eh?

Dopo un pò Federico e Iban vogliono andare alla distilleria vicina, quindi prendiamo un mini-pullman e ci siamo. Chiediamo quanto dura la visita (guidata) e quella ci dice che dura un’ora. Loro tutti felici sono pronti a pagare, mentre guardo l’orologio e vedo che non facciamo in tempo: abbiamo il bus di ritorno (L’UNICO DELLA GIORNATA) alle 16.15 e sono le 15.30 … quindi, con nostra immensa tristezza, aspettiamo seduti fuori, su una panchina.

Alle 16.30 il bus non si è ancora visto, ci viene il terrore che non passi (e che quindi saremo costretti a rimanere in questo paesucolo una notte) finché non ne passa un altro e Federico chiede se il nostro bus arriverà mai. Gli viene detto che è imbottigliato nel traffico e ci tranquillizziamo un pò, chiedendoci dove sia il traffico se qui gli unici esseri viventi sono pecore e mucche…

Alle 17.20 finalmente arriva il bus e noi siamo già sconsolati: impiegandoci tre ore arriveremo a Belfast alle 20.10, perdendo per 20 minuti il bus per tornare a Dublino…così dovremo prendere quello delle 21 (e arrivare alle 23.30, perdendo il bus per tornare a casa).

Inaspettatamente il conducente, forse ubriaco, forse drogato, corre come un treno e riusciamo ad arrivare a Belfast per le 19.50 !!!

Perfetto, prendiamo il bus per Dublino delle 20 e torniamo a casa (dolce casa).

Io e Iban, non avendo ancora fatto cena, mangiamo quella che ci è stata lasciata sul tavolo. E’ mezzanotte ma la fame è sempre fame, anche se è un pò diminuita; per il pasto-quasi-colazione abbiamo pasta con sugo, stavolta buono! Cos’è, finalmente han capito che quello ai peperoni fa schifo? Poi andiamo a dormire, ormai esausti, mentre io penso a ciò che ho accordato con Federico: domani niente lavoro!! Tanto, con quanto faccio, anche se manco un giorno non gliene frega niente a nessuno.

 

2 Settembre 2006 – Sabato

 

Piove. Chi l’avrebbe mai detto eh?
Alle 7 suona la sveglia assordante del mio cellulare che, continuando all’infinito, mi obbliga a saltare giù dal mio secondo piano del letto a castello come fossi una scimmia che dalla cima dell’albero ha intravisto un casco di banane.

Dopo una veloce colazione con Iban prendo l’ombrello e, per le 9, ci troviamo con Federico e andiamo alla stazione dei bus. Qui troviamo un italiano che, come noi, sta andando a Belfast. E’ romagnolo ed è più difficile capire lui che un irlandese…parla veloce, a basso volume e con un accento marcato.
Sul bus mi siedo di fianco ad una signora che sulla manica del maglione ha cucita la bandiera della Repubblica Ceca. Le suona il cellulare, risponde e dice: “Proooonto…comme staaai?” Ok, mi sa che è italiana..

Iban trova una sua amica spagnola e si siede di fianco a lei, mentre Federico non è così fortunato: nel sedile alla sua sinistra c’è un signore che puzza di sudore, di piscio e ha occhiali, vestiti e capelli sporchi…che meraviglia !!! Sarà un fan di Pigpen, l’amico di Charlie Brown perennemente lercio.
Mentre io e Iban guardiamo felici il paesaggio, Federico è in preda ad attacchi di panico ripetuti e, mentre gli esce della schiuma dalla bocca, sogna ad occhi aperti gare di rutti tra Suor Germana e Nonna Papera.
Vi basti sapere che, mentre io e Iban vediamo mille belle mucche che brucano l’erba felici e tranquille, Federico ne vede una sola.
E sta cagando.

Quando scendiamo dal bus, dopo due ore e mezza di viaggio, Federico viene rinchiuso in una camera di decontaminazione mentre io e Iban cerchiamo di capire come arrivare a Giant’s Causeway.
Ma io dico: Giant’s Causeway è una delle principali attrazioni d’Irlanda; E’ MAI POSSIBILE CHE CI SIA SOLO UN BUS ALLE 9 DI MATTINA?
Irlandesi, che ve lo dico a fare? Non lo so, comunque ve lo dico lo stesso: SIETE DEI COGLIONI.

Capendo che dovremo restare nella putrida Belfast per tutto il giorno, e andando quindi a Giant’s Causeway domani, ci rechiamo al centro informazioni per trovare un Bed&Breakfast. Gli unici posti disponibili sono nel “Belfast Centre”, una camera doppia e un letto in una camera da 4. Così andiamo a cercare l’edificio…chiamandosi “Belfast Centre” si suppone sia un edificio importante, no?

NO.

E’ una casa normalissima, senza nessuna insegna. Meno male che abbiamo visto qualcuno entrarci, altrimenti non l’avremmo mai scoperta.
Al momento non mi vengono in mente film dell’orrore con hotel inquietanti, ma Federico suggerisce la casa della famiglia Addams.
Ecco, prendete quella, colorate le pareti di verde pisello e mettete su tutti i pavimenti una moquette rosso sangue. I bordi delle porte colorateli di giallo canarino, prendete un sacchetto del pane, mettetelo alla bocca ed iniziate, lentamente, ad inspirare e poi espirare. Mi scuso con tutti quelli che non hanno fatto in tempo (o non hanno trovato in casa l’oggetto) e che hanno quindi vomitato sulla tastiera. Tanto costava 5€, vero?
Veniamo fatti accomodare in salotto, dove ci sediamo su un divano a tre posti. Inizio a pensare che quella sia la sistemazione a noi destinata quando ci vengono a chiamare e ci portano nelle camere. Non sono malaccio, l’importante è non guardare sotto il coprimaterasso, che ne ricopre solo 3/4 e che è ricoperto di batuffoli di lana…da dove arriveranno? Non è un problema, in fondo, visto che dormiremo vestiti.
Se ho sempre pensato che casa di Ann e John, insieme a quella della madre Brigid, fosse la più sporca esistente sulla terra…mi devo ricredere: sulla moquette della stanza ci sono peli, capelli e polvere in abbondanza. Federico se ne dimentica e cammina scalzo, mentre io gli faccio ciao con la manina e penso “Ci vedremo nell’aldilà”.
Andiamo a fare cena al Burger King, dove prendo un BeanBurger, hamburger fatto di fagioli e carote; è buono!!! Do un pò di patatine a Federico che, come al solito, quando finisce le sue ti guarda come fosse un cane bastonato e ti chiede “Ma ne vuoi ancora?”.

Facciamo anche un giro di Belfast, della durata di un’ora: non c’è niente di niente da vedere e il centro è minuscolo. E’ pieno di dark, chissà perché? Ce ne sono una cinquantina riuniti tutti insieme e in generale per le strade ce ne sono tantissimi!

Tornati all’ostello Iban usa l’ “Internet Point” (che è gratis). Federico aveva già immaginato una fila di 46 computer all’ultimo grido, ADSL superveloce e così via..invece c’è un computer solo, che fa concorrenza a quello dei Flinstones, con uno schermo su cui è impossibile distinguere ciò che c’è scritto..
Comunque riusciamo a vedere le e-mail, mentre c’è uno che suona e canta delle canzoni orride in continuazione.

Saliti in camera Federico tira fuori la PSP e il film “Underworld”, da lui classificato come capolavoro. L’avrò visto due anni fa e se non mi ero addormentato poco ci mancava. Stavolta mi sono addormentato tre volte, la terza fino alla fine del film. Che noia!
Dopodiché Iban va a dormire nella stanza da 4, con altri 3 irlandesi, mentre io e Federico parliamo un pò. Poi lui si alza, dimenticandosi sempre della moquette lurida, e io mi addormento con in testa la domanda: “Federico si sveglierà mai?”

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