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I tutorial

Buongiorno! Come da titolo qui sopra, oggi parleremo di tutorial.

Nel caso qualcuno non sapesse cosa sono, oltre a doversi sentire un immenso ignorante, inutile e stupido, un po’ odiato da chiunque sulla faccia della Terra e superfluo in quanto essere umano, ecco la spiegazione in breve: sono quelle “guide” passo per passo su come realizzare un qualcosa. Ad esempio, un tutorial su come vestirsi ti farebbe vedere come mettersi prima gli slip, poi i pantaloni, poi la maglietta, e così via.
Cazzo ridi? SE NON SAPEVI COSA FOSSE UN TUTORIAL TI BECCHI L’ESEMPIO STUPIDO, LA COLPA NON E’ DI CERTO MIA.

Ehm…comunque. Chiunque abbia seguito un tutorial si sarà accorto, presto o tardi (solitamente tardi) come la regola basilare sia: Non otterrai mai un risultato simile a quello mostrato alla fine. MAI.
Essì, perché i tutorial son fatti passo passo per guidarti alla resa finale, no? Per condurti per mano al risultato desiderato.
C’è però questo inspiegabile fattore X che fa sì che, pur seguendo le istruzioni alla lettera, ti verrà fuori una merda.

Ma partiamo dall’inizio, con un tutorial fittizio su Photoshop (programma di disegno per pc, se non sai nemmeno questo chiediti che vivi a fare ):

“Il tutorial di oggi ti mostrerà come, da una foto in primo piano, ottenere un fantastico robot!”
Entusiasmo a mille. Vedi l’immagine finale e dici: “Minchia che figata. Una roba da professionisti!! Iniziamo subito, che poi farò vedere a tutti quanto son stato bravo”.
Le ultime parole famose.

“Una delle prime cose da fare è andare su ‘color overlay’, nelle opzioni ‘Stili livello’ “. Evidentemente quello che ha fatto il tutorial sa di cosa si stia parlando, tu no: inizi a cercare come un forsennato in tutte le finestrelle varie.
Clicchi, clicchi, clicchi per vedere se trovi “stili livello”, ma non c’è da NESSUNA PARTE. Com’è possibile?
Forse ho guardato male.
Dopo altri 15-30 minuti sai a memoria il nome di ogni singola opzione; ti facessero un test, e ti chiedessero dove si trova “Reduce noise”, andresti a colpo sicuro.
Ma di ‘sto fottutissimo “stili livello”  nemmeno l’ombra.
Dopo un’altra breve controllatina (assolutamente inutile), decidi di saltare quel passaggio. Tanto non sarà mica stato importante.

ERRORE.

Se la seconda regola dice: “CI SARA’ SEMPRE QUALCHE PUNTO DEL TUTORIAL CHE TI DIRA’ DI  FARE COSE CHE NON ESISTONO”, la terza e ben più grave è: “SE NON RIUSCIRAI A FARE UNA PARTE DEL TUTORIAL, QUESTA SAREBBE STATA PER FORZA DI COSE UNA DELLE PIU’ IMPORTANTI”.

Non so, nel tutorial di come sbucciare un pomodoro, se dovessimo seguire l’ultima regola, di certo il problema sarebbe che non esiste il tipo di pomodoro utilizzato. In un tutorial su come cucire un vestito, se dovessero esserci problemi di certo implicherebbero che il tipo di filo richiesto non esiste.

Ma torniamo al nostro stupefacente robot. Dopo aver saltato un microscopico passaggio, ma averne eseguiti BEN DUE che a qualcosina servivano, si arriva al secondo, grande ostacolo.
Già, perché un difetto di chi scrive i tutorial è che ogni tanto dovrebbe rileggerli. Non dico farli provare a qualcuno per vedere se si capisce ciò che si intende dire, ma almeno rileggerli.

Un punto fermo dei tutorial è che si arriva sempre ad un passo del tipo: “Create un nuovo livello e chiamatelo “pelle”. Col lazo tracciate una selezione della fronte e copiate in un nuovo livello. Attivate il livello pelle e applicate una maschera di livello. Con un pennello morbido iniziate a pennellare…”. Ecco. Si crea un livello, se ne crea un altro, e poi ti dice di iniziare a pennellare. Quindi intenderà che devo pennellare sull’ultimo livello, quello appena creato, no?
NO.
OVVIAMENTE lui intendeva che devi tornare sull’altro livello e POI iniziare a pennellare. Non avendotelo detto (era così ovvio, come hai fatto a non capirlo?), continui il tutorial facendo le cose giuste ma nel posto sbagliato. Se sei fortunato te ne accorgi presto, perché esce fuori un qualcosa di totalmente inguardabile e inizi a chiederti se per caso qualcosa non stia andando per il verso sbagliato. Altrimenti continui fino alla fine…ma poi il dubbio ti viene, poco ma sicuro.

Bene, dopo una buona sequenza di passaggi STRANAMENTE andati a buon fine, arrivi alla fine: un breve cambiamento di saturazione e opacità e guarda come viene tutto perfetto.
Perfetto COSA?
Guardi la differenza tra il passaggio fatto da te e il passaggio fatto da lui. Che consiste poi nella pressione di due pulsanti, non è mica richiesta tutta ‘sta abilità.
Sta di fatto che a lui il viso diventa di colpo bianco perfetto, lucido. A te viene un pallido smorto, come la faccia di tua zia l’ultimo cenone di Natale, quando aveva mangiato 16 peperoni ripieni e si trovava ormai in punto di morte.
E qui arrivano anche le prese per il culo. Perché, come dice la quarta regola: “IL TUTORIAL E’ STRONZO”. Sei lì, col tuo robot che sembra un cadavere in decomposizione (osservandolo bene sembra sempre più tua zia, davvero), e il tutorial conclude con un: ED ECCO REALIZZATO IL NOSTRO SFAVILLANTE ROBOT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Così ti viene spontaneo il confronto tra il loro risultato e il tuo. Il loro un qualcosa del genere:

Che figata. Sembra davvero quello del film!
Peccato non essere riusciti a realizzarne uno proprio simile.
Però con un po’ di immaginazione ci siamo, dai.
Forse avrei dovuto schiarire qualcosina. Boh, non so.
Forse quel passaggio che ho saltato avrebbe aggiustato un po’.
Però carino lo stesso, dai.
Guardi il tuo.
Lo riguardi.

Photoshoppoooo

Siccome sono in pausa di riflessione, ho deciso di scrivere un’altro intervento. Per pausa di riflessione intendo che, siccome ho iniziato a fare pasticci con Photoshop, sto pensando a chi o cosa potrei rovinare nei prossimi giorni…ho messo il rossetto e fatto gli occhi verdi ad un mio amico, i capelli rosa shocking ad un’altra e altre cose del genere…se volete farvi rovinare mandate una foto a lasentinella@gmail.com e vedrete che qualcosa mi verrà in mente :P

L’intervento di oggi si può vedere come una serie di “sprazzi di deficienza”…e c’è da ridere, ve lo assicuro! Iniziamo con la più comica:

Davide e i suoi finti problemi fisiologici

Davide è a casa della sua ragazza, Cristina, seduto sul letto. Stanno parlando quando lui guarda la coperta e, stupito, si gira e fa: “CRI…MI SONO CAGATO ADDOSSO!!”. Lei lo guarda, guarda la coperta e vede che c’è una chiazza marrone, proprio dov’è appoggiato lui. Davide si alza e la chiazza è sui pantaloni, proprio sul sedere, e lui continua: “MI SONO CAGATO ADDOSSO!!! E NEMMENO ME NE SONO ACCORTO!! PORCO ***” (censuro, conoscendolo l’avrà anche ripetuto milioni di volte).
Allora cosa fa, per controllare se è veramente ciò che pensiamo tutti? Cosa fareste voi? Io l’annuserei. Lui ha preso il dito, ha preso un pò della “cosa marrone” e l’ha messo in bocca. Sì, avete capito bene.
E gli è andata bene che sapeva di cioccolato, perché il rincoglionito non si è ricordato che Cristina gli aveva passato un cioccolatino qualche minuto prima, e lui ci si era seduto sopra, facendolo sciogliere!

Ma come si fa??

Puttantour by Manu

Qualche settimana fa andiamo al castello di Rivoli che, essendo in collina, si affaccia su Torino. Un posto del genere è perfetto sia per rilassarsi e ammirare la città, sia (secondo alcuni esseri) per fare cose sconce (devo darvi un indizio in più o avete capito?).
La cosa bella è che l’ultima volta c’era una macchina tutta appannata, con delle figure dentro che si muovevano..e non erano messi lontani, in un angolo. Nono. La macchina era messa di fronte ai “posti a sedere” (di fatto un muretto di pietra lungo su cui la gente si siede), nel posto di passaggio, a due posti di distanza dalla nostra. Appena una macchina si è messa in mezzo, tra la nostra e quella degli assatanati, Manu ha detto, tutto dispiaciuto: “Noooooooooooooooooooooooo..ora non vedo più niente!”.
Sebbene questo potesse essere già abbastanza, all’ora di prendere la macchina per tornare indietro Manu ha un’altra folgorante idea: chissà dove porta questa salita? Andiamo!
Saliamo per la stradina che abbiamo di fronte, con un lampione qua e là che illumina fiocamente, finché non arriviamo ad un piccolo spiazzo con 5 o 6 macchine, ben distanti l’una dall’altra. Anto fa: “MANU, MA CI HAI PORTATO DOVE VENGONO LE COPPIETTE A SCOPAZZARE!”. Lui si difende dicendo che non lo sapeva…e notare: Aveva i fari accesi ed illuminava ben bene attorno, altro che non farsi notare! Percorre, sempre coi fari accesi, lo spiazzo fino alla parte opposta, dove c’è il divieto d’accesso per tornare indietro (era a senso unico, opposto), allora Manu si ferma e dice: “Che faccio? Vado o non vado? Vado o non vado?”. Passa un minuto, mentre io mi giro verso la macchina più vicina, che sembra vuota. “Manu, MA CHE PALLE, ti sei messo di fianco all’unica macchina in cui non c’è NESSUNO!”. Lui, impegnato a discutere con Anto sull’andare o no per la strada, si decide a farlo alla fine, mentre gli urliamo: “BRAVO, PORTACI AI PUTTANTOUR!!!”.

 Programmazione II e domande intelligenti

Siamo a laboratorio di informatica, il professore spiega un esercizio: mostra le diapositive in Powerpoint, dove c’è scritto “Es 4″ seguito da variabili da usare, metodi richiesti, ciò che effettivamente deve fare il programma.
Dopo una spiegazione di qualche minuto, non molto dettagliata, si appresta alla fatidica domanda: “A qualcuno non è chiaro qualcosa?”. Uno della mia fila si dimena, impaziente, e alza la mano. Il professore gli dà la parola e lui: “PROFESSORE, NON HO CAPITO UNA COSA!!!!!!!!! PER COSA STA ‘ES 4′ ” ?

No comment.

Una prof a fasi d’umore alterne

A comunicazione verbale e scritta la professoressa stava spiegando le regole basilari da seguire per realizzare un sito. Notare che parla sempre in modo modo ricercato (esempio: “il correttore automatico di Word non è preciso, perché il suo database di informazioni è di gran lunga inferiore rispetto al bagaglio culturale medio di un parlante”).
Continuava a parlare del fatto che le pagine devono: “Essere concise ma mirate a ciò che effettivamente l’utente vuole trovare nel sito”. “Ad esempio, ci sono dei siti in cui non si riesce a capire COSA CONTENGONO (n.d. inizia ad alzare la voce), CHE GIRI E GIRI E NON TROVI UN FICO SECCO DI QUELLO CHE CERCHI, PASSI QUINDICIMILA PAGINE LEGGENDO MILIARDI DI COSE INUTILI E INSIGNIFICANTI E NON NE PUOI PIU’, E L’UTENTE ALLA FINE SI INCAZZA!”. Poi si calma e, tranquilla, prosegue nel suo discorso.
Morale: Fate dei siti ben fatti, o alla prossima lezione avrete una persona sulla coscienza.

Vi ricordo che se, per caso, vi venisse in mente di chiedervi che faccia possano mai avere gli elementi sopracitati, ci sono le immagini a destra! :)

Parcheggio da manuale

Questo l’ho trovato su youtube. Guardatelo tutto e sentite cosa urla la signora ad uno che vuole passare, è da spanciarsi dalle risate! Poi la cosa forte sono i commenti al video:
tomismusic : “Deve avere del disordine mentale. E’ abbastanza chiaro che le leggi della fisica non sono dalla sua parte”!
MisterIslam : “Questo video dimostra la saggezza di Allah quando, sotto la Sharia Law (Sarà ‘Legge Sharia’?) nei paesi islamici, alle donne è vietato guidare. Le donne sono deficienti e questo video lo prova ancora di più.”
aleecan : ”Non c’è abbastanza spazio per parcheggi e autisti donne. Quando li mischi, è IMPOSSIBILE. ”

GUARDATE A 1:30 !!! SOPRATTUTTO ASCOLTATE hauauhuhauhauhahuaha

Antonella: “Ma voi avete mai provato la bottarga?”
Roberto: “Cos’è?”
Antonella: “Sono uova di muggine”

Cristina: “Sì,  spremono i pesci e le raccolgono!”

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