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18/02/2007
L’annuncio dell’ultima volta non ha avuto successo. Trovando il testo integrale della canzone “Why does my heart feel so bad?” di Moby avevo messo in palio Tania coltivatrice di Pitosfori nani, ma l’unico ad aver risposto è stato Peter, il quale ha trovato 1 milionesimo di testo…l’unico pezzo che avevo trovato io, l’aveva trovato mia nonna e l’aveva trovato persino la signora che fa la pubblicità della Coop…quindi a lui va un unghia dei piedi di Tania, rimane da scegliere quale dito.
Peter, intendo dire che il pezzo che hai trovato viene ripetuto MOOOLTE più volte, non mi hai saputo dire quante…e quindi niente vincita, nono. Quella è poesia pura.
Ripropongo quindi il “contest”, stavolta in palio una macchina ecologica che va avanti grazie alla “Power of love” (detta anche “Forza dell’amore”). Partecipate numerosi!
Ma iniziamo con i commenti:
3 pubblicità di m…….eravigliosa fattura…
-Grancereale Mulino Bianco
Dopo l’orripilante storia del bambino che ficca il dito nel pane cosa potevano rifilarci, se non qualcosa di altrettanto stupefacente?
E’ mattina presto, una donna, piena di buoni propositi, si sveglia. Si siede a tavola, pronta a preparare la colazione; vede sul tavolo una confezione dei buonissimi Grancereale, un istinto irrefrenabile la prende. Scarta la confezione accuratamente, per non rovinare il prezioso biscotto che già sta assaporando e… mentre tutti aspettiamo che lo addenti, lei ci stupisce. Prende il biscotto in mano, lo esamina attentamente e ne stacca un cereale. Come fosse un reperto archeologico, sedimentato da secoli. Lo stacca, perfettamente integro, e cosa fa? LO PIANTA IN UN VASO.
Tralasciando il fatto che tutti, OVVIAMENTE, abbiamo sempre un vaso pieno di terra pronto ad accogliere una nuova piantina, viene da chiedersi:
Ma povera idiota, hai mai pensato che, *forse*, i biscotti vengono COTTI prima di essere venduti?
- Kinder Delice (http://www.youtube.com/watch?v=UsJumL79L1g)
C’è un gruppo di ragazzini allegri, pieni di gioia e serenità (dei deficienti, insomma). Il loro sogno è quello di fondare una band ma, ahimè, non riescono proprio a trovare un nome adeguato. Ne hanno pensati mille, ma nessuno si è rivelato quello giusto. Ci vorrebbe un nome allo stesso momento figo e d’effetto, che non sia scontato e che piaccia alla gente.
Uno di questi minorenni decerebrati è a casa, sta facendo merenda con una BUONISSIMA Kinder Delice mentre prende una pausa dal pesantissimo lavoro (quello di trovare un nome). Gli cade lo sguardo sulla brioche e gli viene il colpo di genio; si batte la mano sulla fronte, esulta, sorride: “HO TROVATO!!!!!!!! CI CHIAMEREMO “I DELICE” !!!!!!!!!!!!!!! “
Ma brutta testa di cazzo, e se l’occhio ti capitava su “Vagisil crema” come vi chiamavate?? Tua madre stasera cucina i finocchi, perché non prendi ispirazione, stavolta?
- Deodorante per bagno
La pubblicità in questone è quella di Glade microspray (si ringrazia Serena per il nome del prodotto): C’è un bambino dai tratti orientali, leggiadramente seduto sulla tazza del cesso (ops) e, finito di espletare i suoi bisogni fisiologici (vedi: cagare), si gira verso il profumo per bagno. Questo profumo dovrebbe avere il seguente scopo: espletato i propri bisogni, e inondato il bagno di odori maleodoranti nonché allucinogeni, una pressione sul tasto del profumo e la stanza diventa un prato fiorito, pieno di lillà.
Il bambino, quindi, si gira verso il suo profumino preferito, pronto a ridare freschezza alla discarica appena creata, quando si accorge che è finito: CHE TRAGEDIA!!!!! Si mette a urlare, in preda al panico: “MAMMA MAMMA E’ FINITO!”. La madre accorre, pensando che il figlio sia in punto di morte, e il bambino “MAMMA MAMMA E’ FINITO E’ FINITO E’ FINITO!” la madre tenta di calmarlo, ma non è possibile, è successa una cosa gravissima “E’ FINITO E’ FINITO E’ FINITO E’FINITO E’ FINITO E’ FINITO E’ FINITO E’FINITO”.
MA BRUTTO DEMENTE, L’UMANITA’ E’ ANDATA AVANTI 2 MILIARDI DI ANNI SENZA PROFUMATORE PER IL CESSO!
Lezione di Matematica Discreta e Settimana Enigmistica
Mi appresto a seguire un’altra bellissima (ma dove?) lezione di Matematica Discreta, farcita di numeri e probabilità peggio di un kebab.
Dopo una ventina di minuti Nicola si gira verso Marco, gli fa una domanda e l’altro, in perfetto inglese: “You understand un cazzo”. Il professore è impegnato a spiegare i vari modi di comporre delle parole con le lettere C O M P U T E R, “Quelli che tutti chiamiamo anagrammi”. Calcola tutti i modi di combinare le parole, quelle che hanno la P dopo la T, quelle con le vocali messe alternate alle consonanti e così via.
Uno alza la mano e chiede: “Professore, qual è la formula che devo usare, in questo caso?”. Il professore si volta verso di lui, gli sorride e gli risponde: “Quella corretta”. Grazie.
Avanzando nella spiegazione, fa un riassunto di ciò che ha spiegato: Si gira verso la lavagna di destra: “Da questa parte trovo quello che trovo, mentre – si gira verso quella di sinistra – da questa leggo quello che leggo”. Meno male che c’è lei, a spiegarci le cose.
Mi giro verso Fabio e, per scherzo, gli chiedo: “Ma Andrea oggi è per fare felice me, che non è venuto ?” e Fabio: “…………………………..non lo so.”
Il professore scrive la parola AIUOLA alla lavagna e dice: “Esercitiamoci con un altro anagramma”.
Ma che palle. Forse non ha capito che nelle parole crociate non sono gli anagrammi, che danno problemi. Sono i rebus.
Chi sa fare i rebus alzi la mano. Non quelli con “Il -disegno di un sole- è caldo”, quelli della Settimana Enigmistica. Ogni volta mi ritrovo a pensare che evidentemente sono io l’idiota, perché se li mettono ogni volta vuol dire che qualcuno li sa anche fare.
C’è un’immagine di una donna, immersa in un paesaggio collinare, con di fianco un animale bizzarro. Sopra si leggono dei numeri (ma che me ne faccio? Pensi che mi aiutino? Te lo dico io: NO.) e inizi a pensare: bambina…no…donna…no…ragazza…no, non si combina in nessun senso…decidi di lasciare perdere la prima parte e passi all’animale: cos’è? Una tartaruga allungata? No….un istrice? Forse..no, non sono aghi, quelli. Che roba è? Guardi di fianco al rebus: “Trova le 10 differenze”; facciamo quello, va.
La settimana dopo, per curiosità, decidi di ricomprare la “rivista” per vedere la soluzione del rebus. La donna era, ovviamente, una “MAMMA” e l’animale un “PANGOLINO”; si dovevano prendere 2 lettere dalla prima parola e 3 dalla seconda. Avrete capito, ormai, che la soluzione era: MANGO!!!!!!!!!!!!!!
Come ho fatto a non pensarci prima?
Io: Fabio, ora che sei sceso dal pullman vai verso la cascina che hai di fronte.
Fabio: Cos’è una cascina?
04/02/2007
AHHHHHHH, quante cose ho da dire!! Sono iniziati i nuovi corsi del trimestre, ce ne sono delle belle…
Ma iniziamo subito!
Anzi, prima un annuncio: Chi troverà il testo integrale della canzone “Why does my heart feel so bad?” di Moby riceverà in regalo, direttamente a casa, Tania coltivatrice di Pitosfori nani (per i più smemorati, Tania è il tarocco di Barbie…quella brutta, stupida e falsa in tutti i sensi) .
Matematica Discreta
Arriva il professore..Incredibile!!! E’ uguale alla professoressa Fullin di Zelig (
), ma senza cappello!!! Sì, in effetti, forse anche il vestito è leggermente meno colorato, ma i modi di fare sono molto molto simili e la faccia pure! Parte con la presentazione del corso:
“La Matematica discreta si chiama così perché si utilizzano solo numeri interi, niente decimali o numeri reali.”
Nella mia mente già si concretizza l’idea dell’esame, formato da un disegno con 3 mele e la domandona: “QUANTE MELE CI SONO?”.
“Inoltre, le uniche operazioni che useremo sono sottrazione e addizione, al massimo anche divisione e moltiplicazione.”
Seconda domanda dell’esame: ”SE PRENDO DUE MELE, OVVERO FACCIO 3-2, QUANTE MELE MI RIMANGONO?”.
Certa gente si mette a parlare e il professore dice: “Ragazzi, vi ricordo che la frequenza non è obbligatoria, potete anche fare 300 assenze in un mese e nessuno vi dice niente”.
Veramente io gli direi che in un mese ci sono 30 giorni.
Ieri si è messo a spiegare la crittografia e altre cose mezze incomprensibili, faceva spuntare dal nulla delle variabili H C M O I U D di cui non si sapeva il significato…
A fine corso, quando mi daranno il questionario, scriverò : “VOGLIO IL LIBRO ILLUSTRATO!”, oppure: “BASTARDO, ALL’INIZIO SEMBRAVA UNA CAZZATA E INVECE, FINORA, HO CAPITO SOLO IL NOME DEL CORSO”.
Analisi Matematica
Il professore di Analisi è diverso da quello di Matematica Discreta. Mentre quest’ultimo parla velocemente e ogni tanto scherza (aggiungerei che fa battute che fanno ridere solo lui), il primo sembra un automa. Parla piano, scandendo le parole, quasi come fosse uno di quei software che riproduce le frasi che scrivi al pc. Inoltre sembra una lucertola. Il Venerdì, invece della lucertola, c’è una professoressa bionda che parla in modo strano e fa solo esercizi. L’impatto è stato scioccante, si è presentata e poi ha iniziato a scrivere, girandosi solo per dire : “Avete capitho ragasi ?”. In un millisecondo aveva riempito tre lavagne, mentre noi ancora non avevamo capito cosa stesse facendo.
Ora, oltre all’incubo del pane del Mulino Bianco col segno del dito del bambino fottuto, c’è anche quello della professoressa Flash.
Ieri il professore ci chiede: “Allora, come vi trovate con la professoressa?”. Andrea dice ad alta voce: “Licenzi la sua collega”; quello della fila davanti si gira e dice, tranquillamente: “Ma no, dai, ha un bel culo”.
Nicola, uno dei miei compagni premi Nobel (uno dei più “sani”), stava copiando i miei appunti di Analisi , quando arriva ad una lettera con una cancellatura sotto e fa: “E qui?” e io: “Devi scriverlo e poi cancellarlo”. Mi fissa una decina di secondi. “Davvero?”
L’altro giorno il professore lucertola arriva, accende il proiettore ed esce l’avviso “Cambiare la lampadina”. Il professore si gira e aspetta. Si rigira a guardare lo schermo e l’errore è ancora lì, minaccioso. Si rigira e aspetta. Tutti ridono. Si rigira, l’errore persiste, allora prende il telecomando del proiettore e fa apparire il menù. Esce dal menù e l’errore c’è sempre. Mi giro verso i miei compagni e dico: “Dite che ha letto il messaggio? Ah, forse non è capace a cambiare una lampadina. Ma basta chiamare l’addetto, non deve mica farlo lui!”. Si rigira verso l’errore, gioca ancora un pò col menù ma nulla.
Dopo 10 minuti l’errore, evidentemente al limite delle forze, stremato, scompare.
Ci rimaniamo malissimo, mentre il professore ci osserva, con aria trionfante.
Le parentesi graffe
Diciamo la verità: ognuno fa le parentesi graffe come gli pare. Nell’arco della propria vita un essere umano avrà visto una serie di parentesi graffe impressionante. Parentesi a forma di lombrico, parentesi tonde con un puntino, parentesi graffe con la forma di un fondoschiena, parentesi con la forma del Gobbo di Notre Dame. Parentesi a elica, parentesi ciccione, parentesi rachitiche, parentesi che sembrano una canna di bambù, parentesi che sembrano scritte da uno col Morbo di Parkinson.
Un tipo di parentesi, però, non l’avevo mai visto: Le parentesi a Batman. E per questo ringrazio Nicola. Avete presente il simbolo di Batman?
Lui riesce non solo a farlo capovolto e stilizzato, ma anche ad usarlo come parentesi graffa. Tra l’altro, probabilmente, non ha capito che per ogni parentesi graffa chiusa dovrebbe essercene una aperta. Sul foglio ce n’erano una decina di chiuse, e due aperte.
Presto fotograferò le sue parentesi, e vi mostrerò la bravura di quest’uomo. Ometto. Omignolo. Pirla.
La comparsa finale dell’equipe
Sono in lutto, penso che non mi riprenderò mai. Magari morirò di dolore. Francesco, il famosissimo proprietario dell’equipe specializzata, ha lasciato l’Università. Ciò vuol dire che non riceverò più aggiornamenti sul servizio di assistenza migliore d’Italia.
L’ultima notizia pervenuta risale ad un mese fa:
Francesco: “Con l’equipe ho un sacco di clienti, sai? Ho fatto più di 450€”
Io penso: “Sai, vero, che i soldi che ti hanno regalato i nonni per Natale non valgono?”
Amen.
In biblioteca con Davide
Due settimane fa Anto e Manu decidono di andare a studiare in biblioteca con noi. Davide in 19 anni non ci era mai andato, e infatti iniziava con le domandone intelligenti: “Ma Ale, in biblioteca c’è il calcetto?” “No.” “E qualche posto per ascoltare musica o vedersi i film?” “Stiamo andando in biblioteca. Bi-blio-te-ca. Non si chiama cinema…”
Entriamo in biblioteca, cerchiamo Anto e Manu. Davide oltrepassa della gente che studia e si affaccia nell’altra stanza: “Porco D**, ma dove caz** sono?” (censuro per i deboli di cuore e di spirito). Gli studiosi si guardano, guardano male Davide, mentre quest’ultimo prosegue nel suo cammino. Arriviamo in una stanza più grossa, dove c’è altra gente che studia, concentratissima. Davide passa, facendo un rutto rumorosissimo, accompagnato da un tranquillo: ” Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, un bel rutto”. Tutti si girano a guardarlo, mentre lui sorride soddisfatto e passa nella stanza adiacente. Io cerco di far finta di non conoscerlo e finalmente troviamo Manu e Anto.
Davide si siede, si mette il lettore mp3 e si tranquillizza. Meno male.
I puffi
Tutti conosciamo (purtroppo) i Puffi. Ciò che mi ha lasciato a bocca aperta è la scoperta fatta da Nicola l’altro giorno: Puffetta, all’inizio, non c’era.
Ho cercato su Wikipedia e ho ricevuto conferma di ciò che mi ha detto:
“Puffetta è un Puffo femmina, inizialmente mora e cattiva creata artificialmente dal mago Gargamella; fu trasformata dal Grande Puffo in una vera puffa.”
Strano, no? Probabilmente, quindi, sarà giusta anche la sua seconda tesi, no? Non sapete qual è? Eccola: “Gargamella in realtà è Bossi. I Puffi? Sono dei finocchi.”
Chi non è d’accordo alzi la mano.
I conigli giganti
No, non è un film di Hitchcock. Nemmeno l’effetto di qualche stupefacente. In Germania c’è un certo Karl Szmolinsky, un pensionato 67enne che alleva giganteschi conigli grigi che possono fornire sette chili di carne l’uno, e dispensare cibo ad almeno otto persone. Il problema però è che mangiano una quantità di grano e carote elevatissima.
Un genio, questo Karl. Il popolo è affamato? Diamogli i conigli da 10 chili, che ne mangiano 16 di tutto ciò che è commestibile. Così il problema della fame è risolto. Di quella del coniglio, però.
in compenso uno di quei conigli lo voglio anche io…avete visto quanto sono belli?

Le foto sono dei rispettivi proprietari…e ma va? Ti pare che vado fino in Germania a fotografarli?
Manu installa Messenger ma non mette l’avatar
Anto: “Manu, ti muovi a scrivere? Sei leeeento….e poi cambia la foto che sembri uno dell’indovina chi”
Alessio: Non odi anche te il bambino della mulino bianco?
Serena: sisì, ma perchè cazzo deve mettere il dito
Serena: ma poi chissà dove l’aveva messo prima
