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Non ci vedo più dalla fame!!!

Oh, buonasera. Qualcuno per caso ha capito a cosa sia riferito il titolo? Ovviamente tutti.
Sì, perché la frase della Kinder Fiesta (specifico “Kinder” perché qualche malato di mente non pensi alla Ford Fiesta) è ormai in tutti i nostri cuori, insieme alla ragazza che è sempre così devastata da dover assolutamente mangiare una brioche per tirarsi su. Ma non UNA brioche, la FIESTA.
Che poi il problema non è tanto quale brioche preferisca, ma il modo in cui la mangia.
Ok, già dall’anteprima del video non è che abbia una faccia proprio sveglia, però non mi sarei aspettato tanto.
Sì, perché forse non ci avete fatto caso, ma c’è qualcosa di strano.
Guardate il video:

Notato qualcosa?
In caso di risposta negativa, un applauso: altrimenti che minchia scrivo a fare gli interventi?
Quelli che, invece, avessero risposto SI’ proseguano lo stesso con la lettura, han poco da fare i fighi.
Insomma, gruppo dei NO, facciamoci insieme una domanda: quanto è cerebrolesa ‘sta testa di minchia?
Fermate il filmato a 0.16 e osservate la brioche.
Ora avete notato qualcosa?
Ditemi.
Ditemi dov’è finita la plastica a sinistra della striscetta rossa.
Dov’è la parte che ho ricostruito in verde? DOV’E'? Manca un pezzo di plastica. Come cazzo ha aperto la brioche ‘sta devastata cosmica?
No, ma voi immaginatevi la scena.
‘sta stronza (che già il fatto che risponda al cellulare mettendosi all’orecchio il fard la dice lunga) va avanti mezza giornata a dire “non ci vedo più dalla fame”, ”non ci vedo più dalla fame”, ”non ci vedo più dalla fame” quando i colleghi, che a sentire un’oca che starnazza a ripetizione ne hanno ormai le palle piene, le lanciano tipo catapulta una Fiesta addosso, sperando di causarle qualche danno lieve (della serie “è una minaccia, domani ti raggiungerà la tempia un portapenne e il giorno successivo una scrivania”).
‘sta morta di fame alla vista della Fiesta si esalta, lancia un urlo seguito da “NON CI VEDO PIU’ DALLA FAME” (a sua volta seguito dal coro dei colleghi “ABBIAMO CAPITO, TAPPATI LA BOCCA E MANGIA, TESTA DI MINCHIA”) e poi…cosa fa?
Ma ovvio.
Prende le forbici con la punta arrotondata (che dato il suo Q.I. sono consigliabili) e inizia a ritagliare la plastica della Fiesta in modo da seguire ESATTAMENTE il bordino rosso. Sai, così puoi addentare la merenda senza nessun fastidio.
E poi LAMENTATI CHE HAI FAME.
CAZZO TI LAMENTI? MANGIA INVECE DI FARE ART ATTACK, COGLIONA!

La pubblicità del Kinder Bueno

Ciao a tutti dal blogger più costante della terra :)

*Copre la data dell’ultimo post con la mano*

Oggi voglio parlarvi dell’ultima pubblicità del kinder Bueno. SI’, QUELLA CON ANDREW HOWE e quella cazzo di mongola.
La trovate qui: http://www.youtube.com/watch?v=rWQgFAKAAr0 . Penso che avremo TUTTI in mente questi due dementi.

Vediamo prima la pubblicità vera e propria, così com’è presentata:

Andrew è in cucina e ha un languorino. Apre il mobiletto alla ricerca del suo prezioso Kinder bueno, trova la scatola e dice: “Meno male, ce n’è ancora uno”.
Suonano alla porta, e col bueno in mano va ad aprire.
Spunta quella vacca.
Andrew dice: “ancora tu…”, sconsolato, mentre lei gli dà la FANTASTICA notizia, euforica: “LO SAI CHE ADESSO ABITO QUI? :)
Minchia che culo.

Entrano in casa, e lei: “che fai?”. Appena fatta la domanda Andrew si ricorda quanto la ragazza sia ingorda, quindi nasconde di corsa il Bueno dietro la schiena dicendo “Stavo per mangiare qualcosa”.
Lei,  noncurante del possibile oggetto contundente di cui non conosce la forma né l’utilizzo, inizia a molestarlo.

“HO UNA LEGGERA FAME ANCHE IO!!”, esclama, e lui (mentre pensa “col cazzo che ti do il bueno”) le dice: “ti faccio un piccolo toast”, con la faccia come dire “se proprio devo…..”.
Secondo voi avrebbe mai potuto dire di sì?
Ovviamente no.

“Ma non c’è qualcosa di più sfizioso? :) “.
Lui si gira verso il tavolo, dove CASUALMENTE c’è una sola, bellissima fetta di torta al cioccolato, poggiata su piatto e sottopiatto. Come in pasticceria, insomma.

Lei, molesta: “Buona, forse un po’ troppooo… MA COS’ HAI LI DIETRO? :)
Occazzo.
Dopo 5 minuti che nascondeva qualcosa dietro alla schiena se n’è PERSINO accorta. Lui, ormai costretto, le svela di avere un Kinder Bueno, e gli tocca fare a metà, con lei che dice: “ci stavi provando? :D “.

No, figurati.

Ma la pubblicità vera è stata censurata, non era questa…ditemi voi se non era venuta meglio.
C’è Andrew che apre il mobiletto, affamato, pronto a divorare il Bueno. Suonano alla porta e urla: “NO GRAZIE, NON HO ANCORA FINITO I SACCHETTI DELL’ASPIRAPOLVERE FOLLETTO”.
Risuonano alla porta, Andrew se ne sbatte. Suonano ancora, così va a controllare se effettivamente ha finito i sacchetti. A forza di “dlin dlon” Andrew apre la porta, e trova quella là.
Le fa: “Ma ancora qui? Non ti sopporto più.”
Lei, sorridente: “LO SAI CHE ADESSO ABITO QUI? :) “.
Lui fa uno scatto verso le scale e cerca di lanciarsi giù, per farla finita, quando lei lo afferra euforica e lo porta in casa.
Lei chiede: “che fai?” e Andrew si infila il Bueno in tasca dicendo: “i cazzi miei, a differenza tua”.
Lei urla: “HO UNA LEGGERA FAME ANCHE IO!!”, e Andrew si guarda attorno per capire chi altro l’avesse detto.
Le dice: “VUOI UN TOAST?”, ormai alterato e lei, sadica: “Ma non c’è qualcosa di più sfizioso? :) “.
Lui pensa alla ghigliottina, poi si contiene e le offre l’ultima fetta di torta rimasta, sconsolato. Tanto messa lì sul tavolo figurati se non l’avrebbe notata.
“Buona, forse un po’ troppooo… MA COS’HAI LI DIETRO? :) “. Andrew, che era appoggiato alla porta del ripostiglio, le dice: “uh, guarda, un nuovo acquisto”.
Apre la porta dello sgabuzzino, mentre lei sorridente sbircia dall’angolino sorridendo.
Si sente un rumore metallico forte, e poi qualcosa che si mette in moto.

Andrew esce dallo sgabuzzino e le urla: “QUESTA, HO, TROIA!”, tagliandola a metà con la motosega.

18/02/2007

 L’annuncio dell’ultima volta non ha avuto successo. Trovando il testo integrale della canzone “Why does my heart feel so bad?” di Moby avevo messo in palio Tania coltivatrice di Pitosfori nani, ma l’unico ad aver risposto è stato Peter, il quale ha trovato 1 milionesimo di testo…l’unico pezzo che avevo trovato io, l’aveva trovato mia nonna e l’aveva trovato persino la signora che fa la pubblicità della Coop…quindi a lui va un unghia dei piedi di Tania, rimane da scegliere quale dito.
Peter, intendo dire che il pezzo che hai trovato viene ripetuto MOOOLTE più volte, non mi hai saputo dire quante…e quindi niente vincita, nono. Quella è poesia pura.
Ripropongo quindi il “contest”, stavolta in palio una macchina ecologica che va avanti grazie alla “Power of love” (detta anche “Forza dell’amore”). Partecipate numerosi!

Ma iniziamo con i commenti:

3 pubblicità di m…….eravigliosa fattura…

-Grancereale Mulino Bianco

Dopo l’orripilante storia del bambino che ficca il dito nel pane cosa potevano rifilarci, se non qualcosa di altrettanto stupefacente?

E’ mattina presto, una donna, piena di buoni propositi, si sveglia. Si siede a tavola, pronta a preparare la colazione; vede sul tavolo una confezione dei buonissimi Grancereale, un istinto irrefrenabile la prende. Scarta la confezione accuratamente, per non rovinare il prezioso biscotto che già sta assaporando e… mentre tutti aspettiamo che lo addenti, lei ci stupisce. Prende il biscotto in mano, lo esamina attentamente e ne stacca un cereale. Come fosse un reperto archeologico, sedimentato da secoli. Lo stacca, perfettamente integro, e cosa fa? LO PIANTA IN UN VASO.
Tralasciando il fatto che tutti, OVVIAMENTE, abbiamo sempre un vaso pieno di terra pronto ad accogliere una nuova piantina, viene da chiedersi:

Ma povera idiota, hai mai pensato che, *forse*, i biscotti vengono COTTI prima di essere venduti?
- Kinder Delice (http://www.youtube.com/watch?v=UsJumL79L1g)

C’è un gruppo di ragazzini allegri, pieni di gioia e serenità (dei deficienti, insomma). Il loro sogno è quello di fondare una band ma, ahimè, non riescono proprio a trovare un nome adeguato.  Ne hanno pensati mille, ma nessuno si è rivelato quello giusto. Ci vorrebbe un nome allo stesso momento figo e d’effetto, che non sia scontato e che piaccia alla gente.
Uno di questi minorenni decerebrati è a casa, sta facendo merenda con una BUONISSIMA Kinder Delice mentre prende una pausa dal pesantissimo lavoro (quello di trovare un nome). Gli cade lo sguardo sulla brioche e  gli viene il colpo di genio; si batte la mano sulla fronte, esulta, sorride: “HO TROVATO!!!!!!!! CI CHIAMEREMO “I DELICE” !!!!!!!!!!!!!!! “

Ma brutta testa di cazzo, e se l’occhio ti capitava su “Vagisil crema” come vi chiamavate?? Tua madre stasera cucina i finocchi, perché non prendi ispirazione, stavolta?

- Deodorante per bagno

La pubblicità in questone è quella di Glade microspray (si ringrazia Serena per il nome del prodotto): C’è un bambino dai tratti orientali, leggiadramente seduto sulla tazza del cesso (ops) e, finito di espletare i suoi bisogni fisiologici (vedi: cagare), si gira verso il profumo per bagno. Questo profumo dovrebbe avere il seguente scopo: espletato i propri bisogni, e inondato il bagno di odori maleodoranti nonché allucinogeni, una pressione sul tasto del profumo e la stanza diventa un prato fiorito, pieno di lillà.
Il bambino, quindi, si gira verso il suo profumino preferito, pronto a ridare freschezza alla discarica appena creata, quando si accorge che è finito: CHE TRAGEDIA!!!!! Si mette a urlare, in preda al panico:  “MAMMA MAMMA E’ FINITO!”. La madre accorre, pensando che il figlio sia in punto di morte, e il bambino “MAMMA MAMMA E’ FINITO E’ FINITO E’ FINITO!” la madre tenta di calmarlo, ma non è possibile, è successa una cosa gravissima “E’ FINITO E’ FINITO E’ FINITO E’FINITO E’ FINITO E’ FINITO E’ FINITO E’FINITO”.

MA BRUTTO DEMENTE, L’UMANITA’ E’ ANDATA AVANTI 2 MILIARDI DI ANNI SENZA PROFUMATORE PER IL CESSO!


Lezione di Matematica Discreta e Settimana Enigmistica

Mi appresto a seguire un’altra bellissima (ma dove?) lezione di Matematica Discreta, farcita di numeri e probabilità peggio di un kebab.
Dopo una ventina di minuti Nicola si gira verso Marco, gli fa una domanda e l’altro, in perfetto inglese: “You understand un cazzo”. Il professore è impegnato a spiegare i vari modi di comporre delle parole con le lettere C O M P U T E R, “Quelli che tutti chiamiamo anagrammi”. Calcola tutti i modi di combinare le parole, quelle che hanno la P dopo la T, quelle con le vocali messe alternate alle consonanti e così via.
Uno alza la mano e chiede: “Professore, qual è la formula che devo usare, in questo caso?”. Il professore si volta verso di lui, gli sorride e gli risponde: “Quella corretta”. Grazie.
Avanzando nella spiegazione, fa un riassunto di ciò che ha spiegato: Si gira verso la lavagna di destra: “Da questa parte trovo quello che trovo, mentre – si gira verso quella di sinistra – da questa leggo quello che leggo”. Meno male che c’è lei, a spiegarci le cose.

Mi giro verso Fabio e, per scherzo, gli chiedo: “Ma Andrea oggi è per fare felice me, che non è venuto ?” e Fabio: “…………………………..non lo so.”
Il professore scrive la parola AIUOLA alla lavagna e dice: “Esercitiamoci con un altro anagramma”.

Ma che palle. Forse non ha capito che nelle parole crociate non sono gli anagrammi, che danno problemi. Sono i rebus.

Chi sa fare i rebus alzi la mano. Non quelli con “Il  -disegno di un sole- è caldo”, quelli della Settimana Enigmistica. Ogni volta mi ritrovo a pensare che evidentemente sono io l’idiota, perché se li mettono ogni volta vuol dire che qualcuno li sa anche fare.
C’è un’immagine di una donna, immersa in un paesaggio collinare, con di fianco un animale bizzarro. Sopra si leggono dei numeri (ma che me ne faccio? Pensi che mi aiutino? Te lo dico io: NO.) e inizi a pensare: bambina…no…donna…no…ragazza…no, non si combina in nessun senso…decidi di lasciare perdere la prima parte e passi all’animale: cos’è? Una tartaruga allungata? No….un istrice? Forse..no, non sono aghi, quelli. Che roba è? Guardi di fianco al rebus: “Trova le 10 differenze”; facciamo quello, va.

La settimana dopo, per curiosità, decidi di ricomprare la “rivista” per vedere la soluzione del rebus. La donna era, ovviamente, una “MAMMA” e l’animale un “PANGOLINO”; si dovevano prendere 2 lettere dalla prima parola e 3 dalla seconda. Avrete capito, ormai, che la soluzione era: MANGO!!!!!!!!!!!!!!

Come ho fatto a non pensarci prima?

Io: Fabio, ora che sei sceso dal pullman vai verso la cascina che hai di fronte.
Fabio: Cos’è una cascina?

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