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I film dell’orrore – parte 2
Non dimentichiamoci i film horror che ti riempono d’ansia, ti tengono col fiato sospeso e ti fan saltare sulla sedia quando meno te lo aspetti.
Mi vengono in mente certi episodi fantastici che vedono contemplata una coppia, i due geni.
I due geni sono in casa e solitamente stanno dormendo (ogni riferimento a “Paranormal activity” è puramente casuale) o guardando la tv, spesso di notte, quando di colpo da un’altra stanza della loro accogliente dimora si sentono in successione: un barrito di elefante, il frastuono di un tornado, il cinguettio simultaneo di 78 canarini e una risata sguaiata di Bersani. Poi torna il silenzio.
I genius, svegliatisi di soprassalto, si fissano a vicenda, quando uno dei due chiede, preoccupatissimo: “Ma hai sentito anche te?”.
NO GUARDA, TI PARE. MI SVEGLI GIA’ SOLO OGNI FOTTUTA VOLTA CHE RUSSI, CHE CAZZO VUOI CHE ABBIA SENTITO STANOTTE.
L’altro/a, sconvolto: “Oddio, sì!”.
Dopodiché una persona normale rifletterebbe sul da farsi, che contemplerebbe una delle seguenti opzioni:
a) Calarsi dalla finestra con una corda fatta di lenzuola per scappare di casa senza attraversare le altre stanze;
b) Correre a rotta di collo verso l’ingresso, urlando e sperando di non morire nel mentre;
c) Spostare l’armadio davanti alla porta, tirare giù la serranda, incollarla al pavimento e chiamare la polizia.
Inutile dire che i due geni non solo vanno a controllare cosa possa essere successo, ma una volta appurato che stranamente non c’è nessuno in casa tornano a dormire, senza nemmeno chiudere a chiave la porta. Boh, sarà stato uno spiffero.
L’assediata prevede che il suo ruolo invece subisca un’evoluzione in cogliona, durante il suo film.
Sì, perché l’assediata è la classica donna che per un motivo o per l’altro si trova in casa da sola con l’assassino. Tralasciando le assediate più rincoglionite, che riescono a parlare al telefono con gente che è nella stanza a fianco pur non accorgendosene (“SONO IN CASA TUA.”), questi personaggi si distinguono per un’incapacità pazzesca di trovare la porta d’ingresso per scappare. Non parliamo delle finestre, perché COME MINIMO l’assediata girovaga SEMPRE E SOLO al secondo piano di casa sua, impossibilitata a fuggire. Ovviamente, nel caso dovesse per sfortuna capitare al primo piano, tornerebbe affannosamente al piano superiore senza pensarci due volte.
Il secondo dei suoi molteplici talenti è la sua impossibilità di comunicare con l’esterno. Già, perché non solo l’assassino ha tranciato di netto i cavi telefonici, ma la nostra eroina NON HA IDEA di come il suo cellulare possa essere finito nella stanza più irraggiungibile della casa.
Sembrando una povera indifesa, ma sembrandolo solo, l’indifesa a fine film si trova sempre in una situazione di vantaggio: ha tramortito l’assassino, o l’ha accoltellato, e gli giace accanto, esausta. La sua trasformazione in cogliona prende corpo in parallelo alla rinascita dell’immortale non appena l’uomo, che è stato tramortito con un’asse-perforato alla gamba da un trapano elettrico-pugnalato di fianco al cuore si rialza improvvisamente, afferrando la cogliona, che non aspettava altro che questo momento per sedersi vicino a lui e fissare il soffitto.
Ciononostante la cogliona è decisamente più potente dell’immortale, che morirà poi definitivamente (lasciando ugualmente allo spettatore il dubbio che sia davvero morto).
Parlando di un altro personaggio, la curiosona è quasi sempre donna. Sarà che “la curiosità è donna”, sta di fatto che i film horror son costellati di queste scene. È ovvio, certo, altrimenti non avrebbe senso di esistere il film stesso, però la minchionaggine si ripete inesorabile. Diciamocelo: in fondo la curiosona NON VEDE L’ORA DI MORIRE.
Ovviamente la scena si svolge durante le ore notturne, complice un silenzio di tomba; l’assassino (che sia mostro o umano) è esattamente dietro l’angolo, al massimo al piano di sotto, nello scantinato. Alla nostra curious non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di darsela a gambe levate, di salvare la pellaccia: lei DEVE sapere.
Già, ma come darle torto? E se fosse Babbo Natale, arrivato in anticipo? E se fosse Mastrota che sta testando il suo materasso, per proporle un’offerta? E se fosse il fornaio che ha sbagliato edificio? In fondo è l’ora in cui inizia a stendere la pasta.
No, la curiosona non ci pensa due volte, figurati se si lascia intimidire; così pian piano, senza farsi notare (perché CHI VUOI che senta le assi del pavimento che cigolano e il suo respiro affannoso da piena crisi asmatica, in piena notte, in mezzo al nulla) riesce a fare la minchiata. E una volta su due muore.
E se l’è meritato, CAZZO!
Frase del giorno
K: Fra, ma non è che con questo vestito mi si vede tutto?
Francy: Ma se sei piatta come una mongolfiera, cosa vuoi che si veda
I film dell’orrore
Di film dell’orrore, si sa, ce ne sono tanti tipi; si va da quelli psicologici a quelli più beceri, in cui creature surreali o persone mentalmente instabili decimano a turno il malcapitato gruppo di imbecilli.
Di quest’ultima categoria prenderemo un esempio inventato su due piedi (ma che non si discosterà molto dai film veri e propri):
Il nostro gruppetto di teste di minchia, pieno di manzi e gnocche che potrebbero partecipare a milioni di concorsi di bellezza e vincerli tutti, ha deciso di passare un’allegra e spensierata gitarella fuori porta nei pressi del bosco di Denport, a soli 6.000.000 di km di distanza da qualsiasi forma di vita.
Tende caricate in macchina e si parte; arrivati ad oltre metà viaggio, i nostri decidono di fare una breve sosta alla stazione di servizio più vicina, situata ormai in mezzo al nulla.
Qui li accoglie un uomo balbuziente, con un occhio di vetro, che sta servendo un caffè ad una signora.
Alla domanda “dove state andando?” il nostro gruppo di amici risponde con tono fiero, dandosi un’aria da veri eroi: “Al bosco di Denport, all’avventura”. A sentire quel nome la signora stramazza al suolo, in preda alle convulsioni, mentre all’uomo cade l’occhio finto dall’orbita. La teiera che è sul fuoco inizia a miagolare.
I nostri friends si guardano straniti, chiedendosi per ben 15 secondi ciascuno il perché di quella reazione. Poi sorridono, pensano nuovamente a quanto sono fighi e risalgono in macchina: si va!
La mappa (perché in posti del genere il GPS non prende, ovviamente, così come non prendono cellulari-cercapersone-segnali di fumo) indica che la destinazione è vicina mentre la bionda non smette di mostrare le tette a tutto il gruppo, a turno, sorridendo a cinquantotto denti e non capendo che nessuno alzerà mai lo sguardo abbastanza da vederle anche solo il mento.
Mentre le guardano le tette, alla bionda cade lo sguardo fuori dal finestrino e rimane stupita: un’auto taglia loro la strada; è un pickup sporco e scassato che nel cassone posteriore è pieno di ossa, filo spinato e qualcosa che pende sulla strada. Sembra tanto una testa. Che strane usanze, questa gente del luogo!
Arrivati a destinazione, il gruppo inizia a montare le tende. La gioia li pervade, ed è proprio il caso di fare un bel respiro a pieni polmoni, in mezzo alla natura incontaminata.
Pensando al pranzo imminente, però, ci si accorge che manca l’occorrente per cuocere il cibo: che sbadati! Occorre che qualcuno provveda, e questo qualcuno è sempre lo sfigato.
Lo sfigato è colui che per primo ci mostra come funzionano le cose all’interno del film. È una sorta di guida per il telespettatore, anche se lui non è stato avvertito. Il nostro sfigato fa una breve passeggiata nei boschi, direzione a caso sperando di trovare aiuto per risolvere la faccenda, quando invece di trovare la fata turchina si gli para davanti un uomo con tre nasi e sei capelli in fila per due, che gli spacca la testa a metà con un’accetta e trascina il suo cadavere nel villaggio vicino, assolutamente mancante su qualsiasi mappa. Col corpo dello sfigato ci si faranno braccialetti, bistecche per la griglia e portacenere, nonché tanta salsa di soia da rivendere ai ristoranti cinesi.
I nostri figoni, mentre il tempo passa iniziano a porsi domande esistenziali quali “dove sarà mai finito il nostro amico, che l’abbiamo mandato in giro a caso 46 ore fa e non è ancora tornato? Strano, che qui di negozi ce ne sono a palate…”
Un’ascia vola dal nulla e si pianta in fronte allo sconosciuto, mentre il gruppo corre all’impazzata verso direzioni a caso.
Lo sconosciuto è quell’uomo (anche se essendo sconosciuto non vi sono fonti attendibili atte a testimoniarlo) che muore senza alcuna utilità, senza nessun dialogo e nessun tentativo di sopravvivere. Nessuno, prima di vederlo morto, si era nemmeno accorto della sua esistenza, e dato il breve istante in cui si è passati dalla non-esistenza all’esistenza, e subito dopo alla morte, si può affermare con certezza che lo sconosciuto non sia mai esistito.
Le due stupide intanto sono così fortunate da correre verso il villaggio in cui vive la gente deforme, CASUALMENTE nel momento in cui non c’è nessuno né in giro né nelle case. Le due stupide si guardano attorno e capiscono immediatamente che qualcosa non va: teste mutilate, cadaveri appesi a stendere al posto delle magliette, ossa usate come mazze da golf e barili pieni di acqua, sangue e interiora. E non è Halloween.
Cosa si fa in questi casi? Cosa si fa? MA SI DA’ UN’OCCHIATA IN GIRO, OVVIO!
Le mentecatte (parlo sempre di loro) proseguono intimidite e incuriosite allo stesso tempo, ripassando nel frattempo tutti gli organi del corpo umano. Milza: celo, fegato: celo, pancreas…dov’è finito?
Sul tavolo “da lavoro” dei mostri trovano lo sfigato, o meglio ciò che ne rimane (la testa), e le due deficienti lanciano un urlo lancinante. Che qualcuno le abbia sentite? Ma no, figuriamoci. Altro urlo. Si sa mai.
Dopo questa scena ormai chiunque sarebbe corso a gambe levate, MA LORO NO. In fondo è come la giostra degli orrori ma non si paga: chissenefotte? Suvvia, vedo anche qualcosa laggiù. Cos’è?
Entrano in una casa, e su un letto umido e lurido c’è un essere informe che non si può muovere. Cazzo. Che si fa?
Niente. Già perché, SEMPRE CASUALMENTE, in quell’istante entrano in casa due mostri ammazzatutto. Le minchione corrono a chiudere la porta della stanza sbarrandola con una forcina per capelli, sicure che resisterà. I mostri nemmeno provano ad aprirla, non si fa così dalle loro parti. Un colpo d’ascia trapassa la porta da parte a parte, e con altri tre colpi la porta non c’è più.
Mentre le amiche del destino cercano di scappare infilandosi in un buco di centimetri 1×1 una delle due viene colpita brutalmente, mentre l’altra riesce a scappare e corre più veloce che può.
Nel frattempo la nascosta fa la sua porca figura.
La nascosta è una donna straordinaria, l’unica che riesce ad infiltrarsi in casa dei mostri, a nascondersi dietro un posacenere caduto a terra e a non essere vista. I mostri, nel mentre, tagliano una delle due stupide, mezza morente. Ruttano, bevono un po’ di birra, sputano a terra, giocano a briscola e la nascosta è SEMPRE LI’, a mezzo metro da loro, tremante e ansimante. Le scappa persino uno starnuto, ma nessuno ci fa caso. Allora molla una scorreggia, per testare se è stata una botta di fortuna, e invece ancora niente. La fortuna vorrà inoltre, ovviamente, che la ormai compiaciutissima nascosta trovi l’istante esatto in cui uno dei due mostri starnutirà, l’altro si stropiccerà un occhio e lei correrà a perdifiato fuori dalla casa, senza che nessuno si accorga di NULLA.
I ragazzi, avendo ormai chiaro il quadro di insieme della situazione (e questo grazie alla nascosta e alla stupida sopravvissuta), decidono di fargliela vedere a quei mostri di merda.
Grazie ad una fetta di prosciutto riescono ad attirare uno dei mostri, lo stordiscono e lo legano strettissimo con delle corde. Decidono all’unanimità che il mostro va ucciso immediatamente, in modo da fargliela pagare, quando la furba (che in verità è la bionda, ma crede di essersi mascherata da furba per Halloween) spiega che non è giusto fare del male a quell’abominio della natura, che potrebbe servire per arrivare agli altri, che sarebbe da razzisti ucciderlo solo perché diverso, e che in fondo ha la certezza che abbia un gran cuore, è solo timido.
Così si organizzano dei turni di guardia, in cui il dormiglione è messo a fare la guardia alla creatura.
Siccome sono ben 12 ore che non chiude occhio, e ciò che sta succedendo non intacca per nulla il suo stato d’animo, il dormiglione si addormenta 15 secondi dopo aver iniziato il turno di guardia. Inutile dire che il mostro coglierà l’occasione per rompere la corda strusciandola sul fango (?), liberarsi e uccidere il dormiglione senza che nessuno se ne accorga.
Quando i nostri si accorgono che il mostro non c’è più, la furba (che in questo caso fa tesoro dei film horror visti tra una tinta di capelli e l’altra) ha una folgorazione improvvisa: SCAPPIAMO!!!
Tutti si guardano in torno: cazzo…la bionda è davvero una capa, ma che colpi di genio ha??? Bisogna SCAPPARE!
I deficienti iniziano a correre, i mostri arrivano e si fiondano all’inseguimento, e come in ogni film horror che si rispetti c’è qualche problema temporale nello sviluppo di queste scene: la bionda sta correndo coi tacco 12, sculettando e ansimando contemporaneamente, facendo attenzione a non bucare i collant, e ciononostante va spedita come un treno, notevolmente più veloce dei mostracci possenti.
Nonostante ciò, purtroppo alla bionda cade un orecchino a terra, quell’orecchino che aveva comprato da Accessorize a 3 euro, offerta imperdibile. Fatto un rapido calcolo decide che è molto più importante l’orecchino della salvezza stessa, per cui si ferma a cercarlo, segnando così la sua tragica fine.
Noi non sappiamo però che i due “eroi”, che sono in genere la coppia che sopravvive alla strage, avevano cosparso di benzina tutta la zona del villaggio: ora che è il momento giusto lanciano a terra un fiammifero.
I mostri muoiono affumicati, anche se meno buoni del salmone, e la coppietta si ferma. Ce l’hanno fatta.
Attimo per prendere fiato, lungo respiro e salgono in macchina, pronti a tornare a casa, stremati ma sorridenti. Ci si aspetta che partano i titoli di coda mentre i due parlano di quale gita fare settimana prossima, quando un’inquadratura sul bosco ci fa vedere un mostro che li saluta, sorridente.
Frase del giorno
Natale scorso, fuori pioviggina leggermente. Mio papà apre il rubinetto in cucina, a tutta intensità, e mia zia, mentre guarda la tv: “MINCHIA, SENTI QUANTO PIOVE!!!!!”
21/01/2007
Brutti programmatori da 2 soldi di MSN Spaces, ora ditemi:
- Non riesco ad aggiornare usando Mozilla
- Non riesco ad aggiornare usando Explorer
- Ogni tanto non funziona lo Space
- C’è chi ha problemi di visualizzazione degli aggiornamenti
mi sembravano già abbastanza come problemi, no? E invece ora non posso nemmeno più mettere la musica. E due palle!
Bando alle ciance, cosa scriverò oggi? Sono pieno di cose da scrivere
Prima di tutto vi parlerò del modo migliore per divertirsi: andare a Le Gru con Davide, un mio amico (per chi non lo sapesse, Le Gru è un centro commerciale moolto vicino a Torino). Poi parlerò del mitico Manu e del suo inglese a dir poco PERFETTO (E io sono Babbo Natale)..e c’è un bellissimo aggiornamento riguardante l’equipe specializzata! Leggete tutto d’un fiato, su!
E non perdetevi la frase alla fine, Serena ha dato il meglio di sè
A Le Gru con Davide (AIUTO!)
Andiamo con la sua macchina. Percorriamo la via che fiancheggia i parcheggi, quando sul marciapiede notiamo una signora con in mano un catalogo dell’Ikea. Davide, convinto che sia uno di quei cartelli con su scritto “Datemi soldi, ho marito e figli da sfamare ecc. ecc.” abbassa il finestrino e le urla: “NON TI DO NIENTE!!!!!!!”.
Io scoppio a ridere, la signora fa per buttarsi disperata nel traffico e proseguiamo.
Arrivati alla curva del parcheggio, un signore con la barba incolta e tre buste della spesa cammina per strada; Davide tira giù il finestrino e urla: “NON DO NIENTE NEMMENO A TE!!”.
Mi giro verso di lui e gli dico: “Guarda che era un cliente dell’Ikea!” e lui: “E che ne so, a me sembrava un barbone…”. Appena detta la frase, mezzo incazzato, si gira verso una signora che stava parlando col marito a bordo strada e, mentre va avanti con la macchina, le urla: “STRONZA!!!!!!!!!!!!”.
Mentre penso alle 3 povere persone che abbiamo appena passato, parcheggiamo ed entriamo a Le gru.
Raggiunta una delle tante scale mobili, la sorpassiamo, mentre di fronte a noi arriva una ragazza carina. Starni dice: “Non sei niente male, sai?”. Appena lo dice (e nemmeno tanto forte) quella si gira a guardarlo.
La sorpassiamo e da lontano arriva una signora. Davide mi fa: “Sai, è da tanto che non vado a….” la signora ci viene vicino e lui le urla in faccia: ” LE GRU !!!!!!!!!!”.
Davanti a noi si parano due vecchiacce…ehm, due adorabili vecchine, che praticamente ci sbarrano la strada. Appena riusciti a superarle Davide dice ad alta voce: “E LEVATEVI DALLE PALLE!”.
Dopo un giro nei negozi di interesse (che ormai conosciamo a memoria), saliamo sulla scala mobile per uscire e dalla parte opposta si avvicina una ragazza, con dietro sua madre. Man mano che si avvicina Davide ripete: “Mmmm ci farei un pensierino con te..sìsì ce lo farei proprio..” la ragazza gli arriva di fianco, lui fissa la madre, poi lei (che sembrava carina solo da lontano) e dice ad alta voce: “SCHERZAVO!”.
Ho aggiunto una nota al mio taccuino, che già conteneva:
-Evitare di vedere i film horror con Manu
e ora:
-Evitare di andare a Le Gru con Davide. O almeno fare finta di non conoscerlo
Manu e l’inglese perfetto
Questo intervento è abbastanza breve. Bisogna riscontrare alcune pronunce sconosciute ai più, persino ai madrelingua inglesi..pensate!!!
-Puzzle Bobble. Una persona normale leggerebbe “Pasol Babbol”, Manu no. Lui legge “Puzzle Bubble”, così com’è scritto.
- Watermelon. Dovrebbe significare “anguria”, mentre grazie ad un attento Manu abbiamo scoperto che è, semplicemente, un melone immerso nell’acqua.
- Answer: Da pronunciare, sempre secondo Manu, Answser. E vi sfido a riuscirci.
- True. La pronuncia perfetta vorrebbe che il suono venisse una via di mezzo tra “true” e “frue”, e dopo un insistente Manu che ripete True con una T che rompe i vasi di porcellana, Antonella per spiegargli il concetto gli dice: “Frue”. Manu, dimostrando di aver capito (Ma non ne avevamo dubbi, eh), dice: “TRUF”. Anto, ridendo, gli dice: “MA NON E’ MICA UNA VIA DI MEZZO TRA QUELLO CHE DICO IO E QUELLO CHE DICI TE!”.
- Emoticons. Come le legge Manu? “Imoicons”. Eggià.
Il bambino di m…. del Mulino Bianco
Penso l’abbiate vista tutti, quella pubblicità orrida.
Siamo in un panificio, il panettiere impasta con cura il preparato per il pane. Lo divide in pezzi, accuratamente, e prepara una morbida forma di pane. Lo ammira, ammiccante, pensando a quanto verrà buono e a quanto è stato bravo nel farlo.
Arriva lui, il bambino fottuto. Fissa il pane, con sguardo strafottente, e cosa fa? Ci ficca un dito dentro.
Il panettiere, col cuore in frantumi, lo butterà….
E INVECE NO. Lo inforna.
Un giorno il bambino stronzo si siede a tavola, con l’acquolina in bocca.
Apre il pane e lo trova bucato. La forma di un dito. Spunta una nuvoletta di fianco alla sua testa e si vede la scena del panettiere che gli fa un gestaccio, dicendo: “ORA TE LO MANGI, COGLIONE!”.
Risultato: Ogni volta che compro pane Mulino Bianco, mi appresto ad aprire la confezione e parte la musichetta da film horror. Non ce la faccio, è più forte di me.
Il ritorno delle domande intelligenti
E ci mancavano le domande di Andrea. Chi se lo ricorda? E’ uno dei miei AMATISSIMI compagni di Università, quelli a cui Marzullo fa un baffo, perché se lui fa domande incomprensibili le loro risposte non sono da meno.
Il genio in questione arriva col caffé in mano e, mentre spero che gli vada di traverso, inclina un pò il bicchiere.
Mi guarda e dice: “Guarda che strano…qui davanti il caffé è più chiaro!”. Lo guardo male e gli dico: “MA VA? Davanti ce n’è di meno, è ovvio che sia più trasparente”. Lui mi guarda: “Nono, non è per quello, dev’essere strano questo caffè”.
Si gira verso gli altri miei compagni, che stranamente danno ragione a me…come faccio ad essere così intelligente? Do risposte a cose veramente impensabili…….
…..
AIUTO!
Equipe specializzata – parte 3
Per fortuna che è tornata l’equipe.
Sciami di gente incapaci di installare un programma o di creare una cartella possono finalmente dormire sonni tranquilli.
Tranne il “gestore” dell’equipe, che si è beccato la terza presa in giro (come sono educato..non ho mica detto presa per il culo, eh. Ops l’ho detto.)
La foto di questo magnifico sfottò è qui, andate subito a vederla!!!!
http://img266.imageshack.us/img266/9168/immag013ih9.jpg
Volendo potete trovarla anche tra le Flickr Photos in basso, scegliendo “More Photos”.
C’è veramente da ridere..
Brigid (la vecchiaccia da cui stava Serena in Irlanda): “Selina, I cooked this wonderful cheese cake with onions only for you! And don’t forget to put the salad in the microwave! Enjoy with my CLEAN kitchen’s floor” (n.d.a. il pavimento della cucina di Brigid era tanto pulito che sembrava ci fosse la colla).
Serena: Brigid di merda devi rimanere attaccata a quel tuo pavimento del cazzo –> in english –> Oh, yeah…thanks for dinner
Brigid torna dopo mezz’oretta: “Selina, you’ve finished all the dinner! Compliments!”
Serena: “ma ancora qua stai? vecchia stronza vatti ad ubriacare di là, invece di star qua a rompere i coglioni –> yeah now i’m going to bed
26/12/2006
Ora mi spiegate perché con Mozilla non posso più vedere lo space….uffa!!!!!!!!!!!
Oggi vi parlerò di due cose: “Omen 666″ , un film horror visto con dei miei amici…da morire dal ridere!! E dire che era un film horror…
E ovviamente del NATALE!!!! Ho messo anche la mia letterina a Babbo Natale, anche se quest’ultimo mi ha un pò deluso..
Film Horror – Omen 666
Se stai pensando “Leggo e mi rovino la sorpresa o aspetto prima di vederlo?”, non esitare a leggere, mi ringrazierai per averti fatto risparmiare i soldi del biglietto del cinema.
Premessa: Dovrebbe essere un film horror. Col risultato che io e Antonella ci siamo addormentati. Su 4 persone non è un buon segno, vero?
Pieni di buone speranze mettiamo il dvd e premiamo PLAY. Dopo qualche minuto la prima scena cruenta: una donna si impicca ad un balcone, col bambino indemoniato che la guarda.
Altri 10 minuti di scene normalissime e la seconda scena orrida: La mamma del bambino (che, OVVIAMENTE, è il figlio del diavolo) è seduta in una vasca bianca, immersa in schiuma bianca, nel centro di un enorme bagno bianco. Di colpo viene inquadrato il centro del bagno, appare il bambino con un cappio in mano. L’inquadratura viene distolta e di colpo appare il bambino con una maschera tribale enorme piena di sangue.
Manu urla dallo spavento, sussulta e si alza di colpo, facendo venire un ictus a random ad uno di noi…
Si mette a dire: “FERMA FERMA FERMA” e noi, ancora scossi, un pò per la scena ma molto di più per il suo urlo, mettiamo in pausa. Manu:”Ho bisogno di riprendermi un attimo…”. Va di là, parliamo 5 minuti e torniamo a vedere il film. Dopo un pò Antonella, che è sdraiata sulle gambe di Manu che le abbraccia i fianchi, cade in stato catatonico, io resisto altri 5 minuti e poi mi addormento.
Navigo nei miei sogni, felice e sereno, quando di colpo un altro urlo, seguito da un sussulto. Antonella urla di colpo: “AHIAAAAAAAAA MANU MA CHE CAZZO FAI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”. Stupito chiedo:”Cosa succede?” e lei: “MANU SI E’ SPAVENTATO E MI HA STRITOLATO I FIANCHI!!! MANU SEI UN IDIOTA!!!!!MA CHE CAZZO FAI!!!!!!!!”.
Altri 10 minuti di pausa perché Manu si riprenda.
Riprendiamo il film, dopo un pò il padre del bambino scopre tutto e va in camera da letto per ucciderlo. Si avvicina al letto, piano, si prepara a colpirlo…..inquadratura frontale del viso del padre, di colpo alle sue spalle spunta la donna di servizio, seguace del diavolo. Manu urla, sussulta, “ODDIO CHE SPAVENTO” e noi facciamo un salto sulla sedia di 5 metri.
Scena finale, il padre porta il bambino in Chiesa, lo sta per trafiggere quando arriva la polizia e uccide il padre. Fine.
Tutto sembra finire qui, mentre Manu va in bagno…e a me viene una bellissima idea: cos’ho nella vetrina dell’armadio in camera? 2 MASCHERE!!!!
A Davide ne do una, mentre io mi metto l’altra.
Davide si mette in ginocchio di fronte al bagno, fissando in alto. Manu esce dal bagno, apre la porta e grida come un ossesso “AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”
Poi dice “DAVIDE SEI UNA TESTA DI CAZZO!!!!!”. Davide ride, Manu torna a sorridere e viene verso camera mia. Io mi sono appostato di fianco al termosifone, in ginocchio, di colpo mi vede e cade per terra dallo spavento. Si rialza sul punto di svenire (o di ucciderci o di suicidarsi), e tutti ce la ridiamo di gusto tranne lui (chissà perché!)…..per un piccolo scherzuccioooooooooo….
Comunque, vi sembra logico saltare sulla sedia SOLO per colpa di un “certo” spettatore e non per il film? VI CONSIGLIO CALDAMENTE DI ANDARE A VEDERLO!
Natale
Cade leggera la neve, sulla città assopita…
MA DOVE MINCHIA E’ LA NEVE??
Carissimo bambin Gesù, a me risulta che a Natale tu debba far nevicare. Capisco benissimo che sei appena nato e la voglia ti manca, ma se il buongiorno si vede dal mattino capiamo facilmente come faccia ad esistere DJ Francesco….
Mi sveglio la mattina di Natale e fisso il mio pacchetto: cosa sarà? Arrivano i miei, aprono i loro regali e poi io: La Playstation 2 !!!! EVVAIIIIII!!!!
I miei amici mi hanno regalato “Final Fantasy X” (SMACK, la mia serie preferita!!!!) e “Swords of destiny”, gioco sconosciuto che devo ancora provare…speriamo in bene!
Comunque faccio le mie rimostranze a quello scansafatiche di Babbo Natale, non mi è arrivato il regalo scritto sulla lettera! Ve la trascrivo qui…sperando che anche quel ciccione del Babbo legga il mio Space:
“Carissimo Babbo Natale,
So che c’è il problema della carestia, del sottosviluppo e dell’arretratezza economica nel terzo mondo, so che c’è il problema della vivisezione degli animali, della detenzione illegale di armi, dell’uso illegale di droghe pesanti, dell’elevato tasso di criminalità a New York, i casi di segregazione razziale, i casi di nonnismo a scuola e nelle caserme e di mobbing a lavoro, il problema del buco dell’ozono e dell’innalzamento delle acque, causate dallo scioglimento dei ghiacciai…
Ecco, di tutto ciò io me ne sbatto il cazzo e voglio una Lamborghini Urraco, color giallo metallizzato.
E se mi porti il modellino m’incazzo.
p.s.
Ma la lettera la devo mandare a te o a bambin Gesù? Io questo fatto non l’ho mai capito. Nel caso fosse da mandare a lui, gliela puoi spedire via fax?”
Non sento niente no
Adesso niente no
Nessun dolore
non c’è tensione
Non c’è emozione
Nessun dolore
[Giorgia - Nessun dolore]
